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ELEZIONI, LE DONNE CHIEDONO WELFARE FAMILIARE E CONTRASTO ALLA PRECARIETÀ

11 febbraio 2013

(Public Policy) - Roma, 11 feb - A due anni
dall'anniversario della prima manifestazione di piazza, il 13
febbraio del 2011, "Se non ora quando" ha convocato a Roma,
al teatro Piccolo Eliseo, i politici dei vari schieramenti
per porre la propria agenda.

Le richieste dell'organizzazione femminile partono da una presenza
paritaria di uomini e donne nelle liste elettorali, un
welfare che preveda servizi per bambini e anziani, di
supporto alle donne lavoratrici, politiche contro la
precarietà lavorativa e l'estensione del congedo di
paternità e maternità obbligatorio.

A questi primi obiettivi, su cui "Se non ora quando" chiede
un impegno alla politica, si aggiungono: ridefinizione del
servizio Rai nella direzione di una rappresentanza plurale
delle donne, promozione di una cultura paritaria di genere,
gli stessi diritti civili (di voto e riconoscjmento
convivenze) per italiane e straniere, omosessuali ed
eterosessuali, piena applicazione della legge 194, contrasto
della violenza di genere, obbligo della valutazione
dell'impatto di genere su tutti i provvedimenti, legislativi
e non. Quest'ultimo punto è assente - fa notare "Se non ora
quando" - da tutti i programmi politici dei partiti.

L'incontro è iniziato con la proiezione di un video di 13
minuti di Francesca Comencini. In sala molti politici di
centrosinistra tra cui il leader di Sel Nichi Vendola e il
responsabile economico nazionale del Pd Stefano Fassina
chiamati a spiegare il loro programma elettorale per le
donne.

LE DONNE NEL PROSSIMO PARLAMENTO SARANNO UNA SU TRE
Dal 20,3 al 31% questa la percentuale di presenza femminile del prossimo
Parlamento secondo una proiezione realizzata da "Se non ora quando",
dall'economista Antonella Crescenzi e dalla pubblicitaria
Eva Macali in base alle liste elettorali e alla posizione in
lista delle candidate.

PDL DISERTA INCONTRO DI SE NON ORA QUANDO
Barbara Saltamartini, vicepresidente Pdl alla Camera, e ricandidata per la Camera
nella circoscrizione del Lazio, non si è presentata
all'incotro- confronto organizzato da "Se non ora quando".
Saltamartini avrebbe dovuto rappresentare la coalizione di centrodestra nel
dibattito organizzato dall'organizzazione femminile. Sul
palco del teatro Piccolo Eliseo di Roma sono intervenuti Pd,
Sel, Fli, Lista Monti, Rivoluzione civile, Movimento cinque
stelle. L'incontro si è concluso da circa mezz'ora.

Cinque minuti a testa per ciascun candidato per illustrare
le proposte concrete a favore delle donne. Molti i temi sul
piatto, undici i punti programmatici del movimento nato
esattamente con le manifestazioni di piazza di due anni fa.
Critiche sono arrivate dalla platea, con fischi e brusii, quando è stato
citato da Nichi Vendola, leader di Sel, Silvio Berlusconi.
Critiche anche alla candidata Milena Santerini, in rappresentanza della
Lista Monti. Gli applausi maggiori li hanno raccolti Sel e Pd.

LE POSIZIONI DEI PARTITI
Per il Pd è intervenuto Stefano Fassina, responsabile
economico del partito, che ha sottolineato la necessità di
"evitare di andare avanti con politiche di austerità,
dobbiamo ridefinire le priorità di spesa, prendere risorse
dagli investimenti per la difesa e impiegarli per gli asili
nido e l'assistenza agli anziani". Alla domanda di Francesca
Caferri, giornalista impegnata in Se non ora quando, se il
governo a guida Pier Luigi Bersani conterà anche le donne,
com'è stato per il governo Monti, Fassina, conferma che "le
donne saranno in ministeri importanti".

Nichi Vendola, leader di Sel, nel suo programma prevede,
esplicitamente parte delle misure richieste da Se non ora
quando, come il riconoscimento dei diritti delle coppie di
fatto, anche omosessuali, un reddito minimo di cittadinanza,
e un'aumento del congedo obbligatorio di maternità e
paternità. Sottolinea come "il mercato diventa regolatore di
ciò che un tempo era stato sociale mentre lo Stato diventa
etico". Vendola critica le limitazioni alle coppie di fatto
omosessuali, la legge 194 sull'interruzione di gravidanza e
la legislazione sul fine - vita.

Milena Santerini, candidata in Lombardia per la Lista Monti
insiste sulla necessità di un cambiamento culturale, e sulla
presenza nel programma elettorale di un piano straordinario
per gli asili nido e la non autosufficienza. E aggiunge,
"Monti fa un discorso non paternalista, il paternalismo è
l'altra faccia del maschilismo".

Carla Ruocco, candidata in Lazio del Movimento 5 Stelle,
risponde sul programma che non presenta una particolare
attenzione alle politiche per le donne: "È in continuo
divenire, sembra incompleto, ma noi siamo sempre in mezzo
alla gente a raccogliere le loro esigenze. Io oggi sono
venuta in autobus, per esempio". Per Ruocco, bisogna
investire su scuola pubblica e asili nido e apre alla
collaborazione con altri partiti: "Certo, non siamo
preclusivi nella collaborazione, andiamo per progetti".

Dal palco, Sara De Simone, 25 anni, del comitato promotore
di Se non ora quando, ricorda che il movimento, "continuerà
a vigilare con i suoi 150 comitati sparsi sul territorio".
E fa un appello alle candidate donne al Parlamento, citando la
femminista Carla Lonzi: "Non dimenticate di essere donne,
approfittate della vostra differenza, non ve ne vergognate".
(Public Policy)

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