Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

ELEZIONI, LE POLTRONE A CUI IL M5S PUÒ AMBIRE IN PARLAMENTO

161593714-404x270 27 febbraio 2013

161593714-404x270

(di Public Policy per Il Fatto Quotidiano)

Il palazzo da “espugnare” è la Bastiglia ormai conquistata, con un risultato senza precedenti: ilMovimento 5 stelle - primo partito alla Camera- si lascia dietro Pd e Pdl. Sono 162 gli attivisti del M5S in marcia verso il Parlamento. Riduttivo oggi parlare di antipolitica. “Abbiamo parlato alla testa e al cuore degli italiani, non alla pancia” precisa Davide Bono che del M5S è consigliere regionale in Piemonte e che respinge così la teoria del solito voto di protesta. Tutti carichi e determinati gli “onorevoli”, o meglio i portavoce, a 5 Stelle. E soprattutto preparati, fanno sapere. “Abbiamo studiato e a breve faremo anche dei corsi di formazione“, spiega ancora Bono che poi elenca le priorità del Movimento, come da programma: “Subito il reddito di cittadinanza a chi è in sofferenza per non lasciare indietro nessuno. Adesso dobbiamo cercare di salvare, più che far ripartire il paese”.

“Ogni giorno – ricorda il consigliere regionale piemontese – chiudono mille aziende, un dato grave dal punto di vista economico, bisogna ridare credito alle imprese e far in modo che l’Italia riparta, non in senso di Pil, che non significa nulla, occorre ridare speranza alle persone e lavoro”. E’ su questo che il Movimento 5 Stelle si confronterà con le altre forze politiche, anche dall’opposizione, è la promessa. Niente inciuci. Beppe Grillo docet: “Il M5S non si allea, no al governassimo”. Anche se in serata fa sapere: “Il metodo è Sicilia è meraviglioso”.

(segue sul Fatto Quotidiano)

FEG

© Riproduzione riservata