Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

ELEZIONI, MALAN (PDL): MONTI IGNORA I DIVIETI, NO SIMBOLI SIMILI PER LE LISTE

partiti 04 gennaio 2013



(Public Policy) - Roma, 4 gen - "La legge parla chiaro. Se
più liste vogliono utilizzare lo stesso contrassegno devono
fare una lista unica. Utilizzare lo stesso logo e le stesse
espressioni letterali in più di una lista è assolutamente
vietato dall'attuale legge elettorale". Lo afferma il
senatore Pdl, Lucio Malan, in un'intervista a Italia Oggi,
in merito al dibattito sulla presentazione dei simboli.

Secondo il relatore (durante l'ultima legislatura) della
naufragata riforma elettorale, la strategia elettorale di
Monti è "illegittima", perché il logo del premier non può
essere riprodotto su liste diverse anche se coalizzate tra
loro. "E non basta che Monti sia il salvatore della patria
perché ignori i divieti di legge".

Quella mossa da Malan è "una critica di sostanza. Se tutte
le liste montiane si riconoscono nel programma facciano una
lista unica. È così semplice. E invece hanno voluto trovare
un compromesso tra esigenze partitiche e personalistiche
diverse in dispregio delle regole e a rischio di generare
caos".

L'ARTICOLO 14 CHE VIETA L'USO DI SIMBOLI SIMILI
È la stessa legge Calderoli ad impedire alle liste
centriste, da quella di Pier Ferdinando Casini (Udc) a
quella di Luca Cordero di Montezemolo (Italia Futura), di
potersi fregiare del marchi Monti rimanendo però disgiunte.

In calce al testo dell'attuale legge elettorale, tra le
note all'articolo 1 viene riportato il testo integrale
dell'articolo 14 del dpR 361/1957, contenente le norme per
l'elezione della Camera dei deputati, dove si legge: "Non è
ammessa la presentazione di contrassegni identici o
confondibili con quelli presentati in precedenza ovvero con
quelli riproducenti simboli, elementi e diciture, o solo
alcuni di essi, usati tradizionalmente da altri partiti".
(Public Policy)

SOR

© Riproduzione riservata