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ELEZIONI, SICILIA SARÀ LA SECONDA REGIONE AD ADEGUARSI ALLA DOPPIA PREFERENZA

sud 02 aprile 2013

crocetta

(Public Policy) - Roma, 2 apr - La legge dà sei mesi di
tempo agli enti locali per adeguare le loro leggi elettorali
alla doppia preferenza 'imposta' dal governo Monti con la
legge 215 del 23 novembre 2012. Finora, però, solo la
Campania si è adeguata, seguita probabilmente domani dalla
Sicilia. Oggi infatti a Palermo, a Palazzo dei Normanni,
sede dell'Assemblea regionale siciliana, si riunirà la
commissione Affari istituzionali per esaminare gli
emendamenti al ddl elettorale che contiene la doppia
preferenza di genere.

In Sicilia la giunta guidata da Rosario Crocetta ha infatti
deciso di rinviare al 9 e 10 giugno le amministrative
previste per aprile, proprio per modificare la legge
elettorale della regione a statuto speciale.

COS'È LA DOPPIA PREFERENZA
Introdotta a fine novembre 2012 dal governo Monti, in
vigore dal 26 dicembre 2012, la norma permette di dare due
preferenze, con l'unica condizione che vadano a due
candidati di genere diverso, dunque a un uomo e a una donna.
"Nelle liste dei candidati - recita il testo di legge - è
assicurata la rappresentanza di entrambi i sessi. Nelle
medesime liste, nei Comuni con popolazione compresa tra
5.000 e 15.000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere
rappresentato in misura superiore ai due terzi dei
candidati".

"Nei Comuni con popolazione compresa tra 5.000 e 15.000
abitanti - si legge ancora - ciascun elettore può esprimere,
nelle apposite righe stampate sotto il medesimo
contrassegno, uno o due voti di preferenza, scrivendo il
cognome di non più di due candidati compresi nella lista
collegata al candidato alla carica di sindaco prescelto. Nel
caso di espressione di due preferenze, esse devono
riguardare candidati di sesso diverso della stessa lista,
pena l'annullamento della seconda preferenza".

LE CRITICHE
Non tutti vedono di buon occhio la riforma, soprattutto
dalle parti di Palermo: "Con la preferenza multipla - scrive
Salvo Toscano su Live Sicilia, un sito molto seguito
nell'isola - i ras del voto clientelare riuscivano ad
attuare un controllo militare dei pacchetti di preferenze
garantiti dai loro portatori d'acqua sul territorio,
ricompensati spesso sulla base di indecenti intese. A quello
scempio si pose fine nel giugno del 1991 con un referendum
che sancì la fine dell'era della preferenza multipla,
permettendo all'elettore di esprimere (allora era in vigore
per le Politiche un sistema proporzionale) un solo voto di
preferenza".

"Ed è così - si legge ancora - che da un ventennio ormai
funzionano le cose. Ma adesso, con il consueto afflato
rivoluzionario che pare animare il Palazzo negli ultimi
tempi, la Sicilia vuole entrare nel futuro. Nel bel mezzo
della sessione di bilancio, un bilancio complicatissimo anzi
drammatico, l'Ars ha sentito il bisogno di fermare tutto".

"Al ras locale - continua il giornalista siciliano -
basterebbe inserire in lista un pugno di candidate 'finte'
(nonne, sorelle, amiche, fidanzate e badanti), imponendo ai
piccoli gruppi di clientes di votare il suo nome affiancato
da una donna (meglio, da diverse donne per controllare più
gruppi di portatori di voti) con poche chance di elezioni.
Proprio come ai 'bei' tempi delle preferenze multiple".

"Insomma, c'è il rischio molto concreto - conclude Toscano
- che una norma animata dalle più alte e condivisibili
intenzioni [...] si trasformi involontariamente in un
insperato e clamoroso assist al voto clientelare e
controllato". (Public Policy)

GAV

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