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Gli emendamenti del relatore al decreto sui magistrati

Magistrati 23 settembre 2016

ROMA (Public Policy) - Il relatore del dl Magistrati, David Ermini (Pd), ha presentato in II commissione alla Camera un pacchetto di 13 emendamenti. Il termine per la presentazione dei sub è stato fissato alle 16 di lunedì.

Tra questi, nessuno è riferito all'articolo 5, quello che proroga sino al 31 dicembre 2017 il trattenimento in servizio dei magistrati ordinari che svolgono funzioni apicali, direttive superiori e direttive presso la Corte di cassazione e la Procura generale della Corte di cassazione.

Un emendamento, come si legge nella motivazione, è costituita dalla generalizzazione della trattazione in camera di consiglio dei ricorsi assegnate alle sezioni semplici. La proposta di modifica punta a inserire nel testo un nuovo articolo del Codice di procedura civile che regola il procedimento camerale dinanzi alle sezioni semplici.

Un altro emendamento si propone di introdurre una specifica disposizione transitoria per i magistrati di prima nomina che alla data in vigore del dl prestano le funzioni nell'ufficio cui sono stati assegnati da almeno tre anni, così che viene fatto salvo il previgente termine di legittimazione in ragione del fatto che si tratta di assegnazione in sede e non di trasferimento su domanda.

E ancora, un'altra proposta di modifica mira a rimodulare le sessioni di tirocinio presso la Scuola superiore della magistratura e presso gli uffici giudiziari, valorizzando la permanenza del magistrato ordinario nominato a seguito di concorso presso gli stessi uffici.

Un altro emendamento del relatore riguarda il versamento del contributo unificato. In sintesi, in considerazione dell'avvio del processo telematico il 1° gennaio 2017, si prevede che a stabilire le modalità di invio per i ricorsi dinanzi al giudice amministrativo sia un decreto dell'Economia da adottare entro 30 giorni dall'entrata in vigore della legge.

Un altro emendamento riguarda invece la "sinteticità" e la "chiarezza" degli atti di parte, sempre in vista dell'avvio del processo telematico.

In questo caso il relatore affida ad uno o più decreti del presidente del Consiglio di Stato il compiti di definire "i criteri" e i "limiti dimensionali" degli atti di parte, tenendo conto "del valore effettivo della controversia, della sua natura tecnica e del valore dei diversi interessi sostanzialmente perseguiti dalle parti".

Eccezioni potranno essere previste "per specifiche ragioni".(Public Policy) FRA-NAF

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