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ENERGIA, ERRANI: PER AUTORIZZAZIONI GAS RILASCIATE IN EMILIA NESSUN RISCHIO

energia 16 maggio 2013

ENERGIA, ERRANI: PER AUTORIZZAZIONI GAS RILASCIATE IN EMILIA NESSUN RISCHIO

Per approfondire:

SEN, NO A ESTRAZIONI GAS IN AREE A RISCHIO. MA IL MISE LE AUTORIZZA /INCHIESTA

(Public Policy) - Roma, 15 mag - Per Vasco Errani presidente
della Regione Emilia Romagna se le concessioni per ricerca e
coltivazione di gas naturale e idrocarburi nel sottosuolo
emiliano "sono state rilasciate, vuol dire che non ci sono
problemi o rischi: infatti la risoluzione regionale (del 12
luglio 2011; Ndr) impegnava la giunta solo a verificare le
caratteristiche dei rischi delle trivellazioni".

Eppure la risoluzione del 12 luglio 2011 (presentata da Sel
e votata all'unanimità dal consiglio regionale) impegnava
"la Giunta regionale a dare il proprio parere negativo a
tutte le richieste di ricerca e coltivazione ('shale gas' e
non; Ndr) presentate in aree del territorio regionale
colpite da fenomeni di subsidenza e del dissesto
idrogeologico".

E a quanto risulta a Public Policy, nonostante la
risoluzione, alcune autorizzazioni - per la ricerca di gas
naturale - sono state rilasciate (prima dal ministero dello
Sviluppo economico e poi dalla Regione): come quella
concessa a Enel Longanesi il 30 ottobre 2012 (con proroga
del 31 dicembre). Infatti, la società Geotec sta realizzando
per conto dell'affidataria una campagna di ricerca di
idrocarburi attraverso un programma di sondaggi su un'area
di circa 70 chilometri quadrati, comprendente i Comuni di
Bagnacavallo, Faenza, Lugo, Cotignola e Ravenna.

Errani precisa: "È in corso uno studio affidato a una
commissione internazionale sui possibili effetti delle
trivellazioni in una regione sismica come l'Emilia Romagna.
Non diamo e non abbiamo mai dato - continua - autorizzazioni
per ricercare o trivellare con la tecnica dello 'shale gas'
considerata pericolosa. Non esistono pratiche di questo tipo
in Emilia. Abbiamo detto di 'no' anche al deposito di gas di
Rivara".

Infatti, l'autorizzazione rilasciata a Enel Longanesi
riguarda ricerche "convenzionali" di idrocarburi e non per
lo "shale gas" (gas estratto da argilla tramite il
'fracking', che consiste nello sparare ad alta pressione
acqua con additivi chimici, in modo da frammentare la roccia
e far uscire il gas). Per quest'ultimo tipo di ricerca,
però, è in corso l'iter di approvazione per un'altra
azienda: Expoenergy Srl, per ricercare nel sottosuolo
emiliano della "bassa modenese" lo "shale gas". I Comuni
interessati sono quelli colpiti dal terremoto dello scorso
anno: Finale Emilia, Medolla, Mirandola, Camposanto,
Ravarino, Bomporto e San Felice sul Panaro, in pieno
"cratere" modenese, insomma.

La procedura è stata denominata "Reno Centese". Al momento
la richiesta dell'azienda milanese ha incontrato il parere
favorevole del Mise (ministero dello Sviluppo) ed è stata
pubblicata nel Buig (Bollettino idrocarburi) il 30 aprile
2013. La richiesta è oggetto di un'altra risoluzione (la
prima è quella del luglio 2011) presentata il 2 maggio
scorso da alcuni consiglieri regionali dalla Lega Nord
dell'Emilia Romagna. L'atto, se votato dal consiglio,
impegnerà nuovamente la giunta regionale "ad esprimere la
propria contrarietà a progetti di ricerca che prevedano
nuove trivellazioni nelle zone interessate dai sismi 2012".
(Public Policy)

SOR

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