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ENERGIA, LA CGIL APRE ALLA STRATEGIA DEL GOVERNO MONTI

energia 17 novembre 2012

(Public Policy) - Roma, 16 nov - La Cgil condivide le scelte
di fondo della proposta di Strategia energetica nazionale
elaborata dal Governo Monti. Lo rende noto il sindacato
guidato da Susanna Camusso, in un documento diffuso dopo
l'audizione al ministero dello Sviluppo economico.

PROGRAMMARE RIDUZIONE DEGLI INCENTIVI ALLE RINNOVABILI
L'alto costo dell'energia - si legge - in particolare
dell'energia elettrica che è superiore del 25% ai costi
europei, "azzoppa gravemente la competitività delle imprese
italiane minando la possibilità di ripresa economica e
produttiva".

Per la Cgil occorre arrivare rapidamente alla separazione
della dinamica del costo gas da quella del petrolio, e
intervenire per ridurre la componente fiscale delle tariffe
energetiche. È "necessario inoltre considerare la
possibilità di un tetto temporaneo alle tariffe in relazione
al prolungarsi della crisi" e per venire incontro alle
imprese. E ancora: "Accelerare gli interventi per superare
le disfunzioni di rete", e "programmare la riduzione degli
incentivi alle rinnovabili".

Per il sindacato andrebbe infine allargata la platea degli
aventi diritto al bonus elettrico (destinato alle famiglie
in difficoltà), che "risulta attualmente sottoutilizzato in
modo sensibile".

IL PROBLEMA DELLA SOSTENIBILITÀ ECONOMICA
L'indicazione della Sen di superare al 2020 gli obiettivi
europei di sostenibilità varati nel Pacchetto clima energia
del 2009 (20-20-20) corrisponde, per la Cgil, a una
valutazione condivisibile delle potenzialità di crescita
italiane.

Il sindacato ritiene gli
obiettivi Sen "un notevole cambiamento di prospettiva
rispetto alla precedente politica energetica, che poco più
di un anno fa" parlava di nucleare. C'è però un problema,
"la sostenibilità economica": "Il sistema di incentivi - si
legge nel documento - non potrà continuare a sostenere per
lungo tempo lo sviluppo delle rinnovabili nel settore
elettrico, per cui una volta raggiunta la parità di costo
industriale si porrà un problema di come trascinare lo
sviluppo ulteriore".

DIMINUIRE LA DIPENDENZA ENERGETICA DEL PAESE
È urgente - continua il documento - costituire il mercato
europeo dell'energia, a partire dalla integrazione delle
reti e dei sistemi energetici nazionali. Pe quanto riguarda
il gas, la Cgil auspica la realizzazione di "una rete
europea con caratteristiche di indipendenza e in grado di
aumentare sia la diversificazione della fornitura, che la
sicurezza energetica, rafforzando la presenza di impianti di
alcuni nuovi rigassificatori di Gnl (Gas naturale
liquefatto; ndr)".

Il ruolo della Snam è, per il sindacato, prioritario:
"Bisogna farne la maggiore protagonista del processo di
costruzione dell'hub e della rete europea al servizio del
mercato unico del gas". La Cgil ritiene urgente la
"separazione proprietaria di Snam Spa da Eni, che prefigura
migliori condizioni di neutralità della rete nazionale dei
metanodotti".

Per quanto riguarda la dipendenza energetica, diminuirla,
per la Cgil, è "una necessità in primo luogo economica (62
miliardi di euro nel 2011 il costo della fattura
energetica), ma anche politica". Bisogna "ridurre le
importazioni di combustibile e di elettricità; diversificare
le fonti oggi incentrate sul gas; rendere flessibile la
fornitura per rispondere ai picchi e alla riduzioni
improvvise; adottare una politica industriale e di
innovazione tecnologica nel campo delle rinnovabili".

La diversificazione delle
fonti, inoltre, "dovrebbe gestire il superamento del
carbone, prevedendo l'utilizzo di una minima quota
utilizzando il processo Ccs (Carbon capture and storage;
ndr) in aree non esposte al rischio sismico, e lo sviluppo
di eco-combustibili da recupero di processi industriali
sostenibili".

Tutte azioni che comunque dovranno essere svolte "nel
rispetto dell'ambiente e dei territori, e la loro adozione
andrà condizionata a Valutazioni di impatto ambientale (Via)
preventive e processi democratici per l'assunzione di
decisioni in materia". In particolare, sottolinea il
documento Cgil, "per quanto riguarda l'obiettivo (previsto
nella Sen; ndr) di raddoppiare l'estrazione di idrocarburi
nazionali (gas e petrolio) deve avvenire in modo
sostenibile", con la condivisione della popolazione dei
territori interessati.

CRESCITA ECONOMICA SOSTENIBILE
La Cgil condivide dunque l'intento della Sen di "favorire
le ricadute sulle filiere nazionali che sin qui hanno
beneficiato in modo insufficiente del forte sviluppo delle
rinnovabili sostenuto dagli incentivi.

I 30 miliardi di
dollari investiti nel 2011 in Italia (+40% rispetto al 2010)
hanno prodotto un importante incremento di 45 mila occupati
nel settore [...] ma non sono stati in grado di favorire
l'affermarsi di filiere nazionali nei comparti del
rinnovabile (in particolare il fotovoltaico che è tributario
delle importazioni estere per oltre l'80%).
Gli investimenti, si legge ancora, "dovranno rappresentare
una opportunità per l'industria nazionale nel settore delle
rinnovabili elettriche solari e in quelle termiche per
riscaldamento e refrigerazione".

IL SISTEMA DI GOVERNANCE E LE SCELTE DELL'ESECUTIVO
Perplessa, la Cgil, in merito all'opportunità del dl che
modifica l'articolo 117 della Costituzione, che riporta in
capo allo Stato la competenza in materia di energia e
infrastrutture di rilevanza nazionale: "Una soluzione
centralizzatrice illusoria", la definisce il sindacato, che
propone "un sistema di concertazione tra Stato e Regioni,
con procedure di localizzazione per gli impianti di
importanza nazionale che debbono svolgersi in un quadro di
corresponsabilità". (Public Policy)

GAV

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