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Energia, Legambiente: petrolieri 'controllano' area grande come Sardegna

energia 04 marzo 2014

ROMA (Public Policy) - "Tra le aree dove insistono le piattaforme attive, quelle su cui è stato richiesto il permesso per sfruttare nuovi giacimenti, quelle in cui sono in atto attività di ricerca e quelle in cui si vorrebbero cominciare, l'area sotto scacco delle compagnie petrolifere è circa 24 mila chilometri quadrati, un'area grande come la Sardegna".

È quanto si legge nel documento di Legambiente consegnato oggi alle commissioni congiunte Ambiente e Attività produttive della Camera, in occasione di una audizione per la discussione di una risoluzione Pd sulla "sospensione delle autorizzazioni per nuove attività di prospezione e coltivazione di giacimenti petroliferi e modifica della normativa sulla materia".

Legambiente sottolinea quindi come a fronte di una diminuzione crescente della componente petrolifera nel settore della produzione energetica le attività di ricerca e coltivazione di giacimenti sul territorio nazionale continuino ad essere rilevanti. "Le attività petrolifere infatti sono in grande fermento, favorite da una strategia energetica che punta al rilancio della produzione di idrocarburi nazionali e in particolare di norme - si legge nel documento dell'associazione ambientalista - come l'articolo 35 del decreto Sviluppo, approvato il 26 giugno 2012, che hanno riaperto la strada alle attività anche nelle aree sottocosta e di maggior pregio".

Legambiente sottolinea quindi la necessità di puntare su risparmio energetico, efficienza e fonti rinnovabili: "Il mare italiano, secondo le ultime stime del ministero dello Sviluppo economico, conserva come riserve certe, circa 10 milioni di tonnellate di petrolio che, stando ai consumi attuali durerebbero per appena due mesi - prosegue Legambiente - Nel caso dovessimo raggiungere gli obiettivi della Strategia energetica nazionale (Sen), che prevede un incremento del 148% nella produzione annuale di greggio, e quindi portare l'estrazione di petrolio dalle attuali 5 tonnellate a oltre 12 milioni di tonnellate estratte annualmente, le riserve totali si esaurirebbero in poco più di dieci anni". (Public Policy)

NAF

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