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Energia, da Mise taglio bolletta per 1,9-2,9 mld

energia 15 maggio 2014

ROMA (Public Policy) - I risparmi dalle misure a cui il Governo sta lavorando per tagliare le bollette elettriche degli italiani potrebbero garantire, a regime, risparmi fino a 1,9-2,9 miliardi. È quanto si legge in alcune slide in possesso di Public Policy su cui sta lavorando il ministero dello Sviluppo economico. Alcune delle misure sono destinate alle Pmi con l'obiettivo di far diminuire il costo dell'energia del 10%.

Il pacchetto di misure qui proposto interviene sia su voci tariffarie specifiche, sia su componenti strutturali; i risparmi derivanti dalle riduzioni di componenti tariffarie (i 2/3 del totale) andranno a beneficio delle Pmi, mentre i risparmi di sistema (l'altro 1/3 del totale) andranno a beneficio di tutti i consumatori. L'incertezza sulle stime, scrivono i tecnici del Mise, derivano da alea sul gettito, che è legato a fattori non controllabili, mentre per altre misure occorrerà valutare la maggiore o minore radicalità che il Governo intende adottare.

Altre misure ancora non sono quantificabili perché hanno effetti non tariffari sui comportamenti dinamici degli operatori. Tra le misure, la spalmatura obbligatoria degli incentivi destinati ai produttori fotovoltaici. La misura ipotizzata è quella di un allungamento del periodo di incentivazione da 20 a 25 anni con conseguente taglio della spesa annua mediamente del 20%, "senza riconoscere alcun tasso di interesse".

Dalla misura è atteso un gettito di 700-900 milioni. La 'spalmatura' degli incentivi rimane su base volontaria per quanto riguarda le fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico, come come previsto dalla legge Destinazione Italia. Il Governo poi chiederà all'Autorità per l'energia di destinari i risparmi ottenuti dalla riforma della componente Costo evitato di combustibile (Cec) per gli impianti Cip6 alle Pmi (si parla di circa 180 milioni).

Altri risparmi arriveranno attraverso la riduzione di agevolazioni per specifiche categorie di consumatori. Rientrano sotto questa voce, la possibilità di ridurre il contingente di potenza interrompibile (da 3.900 MW a 3.000), cioè il servizio fornito da alcuni grandi consumatori industriali di interrompere la richiesta di energia in caso di mancanza di potenza nel sistema.

Con la riduzione del contingente si potrebbe diminuire la base d'asta per l'individuazione degli impianti (da 150.000euro/MW a non più di 135.000). Da questa misura, il cui beneficiario sarebbe l'intera platea dei consumatori, è atteso un gettito di 100-150 milioni. Allo studio anche l'esenzione per i grandi consumatori interrompibili, con potenza superiore a 40 MW, del pagamento degli oneri generali di sistema (con risparmi per 98 milioni).

Via anche il regime speciale di cui gode Rfi in base al quale le Ferrovie godono di un prezzo dell'elettricità scontato. Il beneficio rimarrebbe limitatamente ai consumi imputabili al servizio universale (gettito atteso per 120 milioni). Risparmi più ridotti (10-20 milioni destinati a tutti) arriveranno dalla mancata conferma degli accordi con il Vaticano e San Marino che godono di agevolazioni sul prezzo dell'elettricità fornita.

Stop anche alle agevolazioni per gli ex dipendenti di alcune società di distribuzione elettrica (gettito atteso 20 milioni) Tra le altre misure, anche la possibilità che i consumatori connessi a reti private (Riu, Seu, Seseu) siano chiamati a contribuire a una quota parte degli oneri di sistema, inialmente con una quota pari al 10% poi crescente nel tempo (atteso un gettito di 100-150 milioni).

I costi di funzionamento del Gse verranno pagati da coloro che utilizzano i suoi servizi (quindi gli operatori delle rinnovabili) e non sarà più a carico dei consumatori (con un risparmio di circa 50 milioni). Dalla riduzione dei 'colli di bottiglia' e la conseguente riduzione degli impianti essenziali è atteso un risparmio di 100-300 milioni, stessa cifra prevista per lo spostamento dalla bolletta alla fiscalità generale del costo di finanziamento dello smantellamento delle centrali nucleari.

"Nel medio termine il regolatore - si legge ancora nel documento - dovrà svolgere un significativo sforzo di contenimento dei costi, per esempio eliminando la garanzia dei ricavi, in merito alla remunerazione delle reti". Strumenti che dovranno essere introdotti, però, già dal 2015 "compatibilmente coi vincoli del periodo regolatorio in corso", con risparmio, a regime, di 100-300 milioni.

Altri 40 milioni sono attesi dallo stop alla sovvenzione per mantenere in vita quattro centrali ad olio. Allo studio la possibilità di introdurre anche altre misure come i prezzi negativi nella Borsa elettrica il cui risparmio non è attualmente quantificabile. Le misure, da quanto si apprende, non si trasformeranno in provvedimenti prima delle elezioni europee previste per il 25 maggio prossimo. (Public Policy)

FRA

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