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ENERGIA, PASSERA: IMPORTAZIONI PERCHÈ LA RETE NON È ANCORA EFFICIENTE

Reti-elettriche 20 novembre 2012

(Public Policy) - Roma 20 nov - "Ci sono ancora importazioni
di energia, perché la rete non è ancora efficiente come
potrebbe essere e ci sono ancora dei colli di bottiglia che
dovremmo risolvere. E poi perchè certe volte le importazioni
sono economicamente vantaggiose e quindi mettono fuori
mercato delle attività che potrebbero essere fatte
internamente". Il ministro dello Sviluppo economico Corrado
Passera ha spiegato alla platea dei senatori della
commissione Industria di Palazzo Madama, alcuni aspetti del
mercato elettrico in Italia.

L'intervento è avvenuto nell'ambito dell'audizione, al
Senato, sulla Strategia energetica nazionale. Sulle
importazioni, tuttavia, ha detto Passera, "sia il lavoro che
si sta facendo internamente, sia l'efficienza che molti
nostri operatori stanno dimostrando, tende a comprimere
questo aspetto".

Passera ha risposto a un intervento del senatore Salvatore
Tomaselli (Pd) sull'efficienza energetica nelle pubbliche
amministrazioni: "Non bisogna dimenticarsi che abbiamo messo
a disposizione 200 milioni all'anno per interventi su
immobili della Pa, per l'efficienza o a tema energetico. Non
sono miliardi, ma sono una cifra con cui fare investimenti
importanti".

Il comparto dell'illuminazione pubblica, ha sottolineato
Passera, "ha già dimostrato di potersi pagare la
ristrutturazione". Gli esempi di grande successo che si
stanno realizzando nella trasformazione da illuminazione
tradizionale a illuminazione via led "stanno dimostrando che
gli investimenti si possono autopagare facilmente, e
probabilmente qui non ci vuole neanche grandissima
competenza, o scatole societarie particolari. E' un'area che
potremmo spingere, addirittura normativamente, e sfruttare
le esperienze in corso con successo in tutta Italia messe in
campo da piccoli e grandi comuni".

Come mettere insieme l'inevitabile ma auspicata
partecipazione delle comunità locali alle scelte energetiche
e infrastrutturali, e la necessità poi dello Stato di fare
investimenti di lungo termine e di valenza nazionale?
Secondo Passera la soluzione è quella seguita dal Governo
con le ultime norme, che prevede il dibattito pubblico.

"Organizzare, in maniera ufficiale e trasparente, il
contributo delle comunità in modo tale che all'inizio,
quando ancora i progretti devono essere definiti
compiutamente, possano dare il loro contributo, senza che
diventi un processo infinito, che alla fine impedisce alle
stesse comunità di avvantaggiarsi degli investimenti, è
secondo noi il risultato da raggiungere".

Sugli investimenti nella ricerca e nello sviluppo degli
idrocarburi nazionali, Passera ha spiegato, come, da parte
del Governo "sarebbe stato non ragionevole non sottolineare
che ci sono riserve di gas e petrolio, ma soprattutto di
gas, che possono essere valorizzate con investimenti, e
creando occupazione, a bassissimo rischio ambientale".

Questo perché, ha sottolineato il ministro, "molti di
questi sono dove già ci sono attività di questo tipo. Non
andremmo a 'sporcare' altre aree". "Pur sapendo che c'erano
dei costi, mi sono sentito in dovere di presentare delle
proposte", ha spiegato Passera, perché non trattarle sarebbe
significato "togliere la possibilità di avere molti miliardi
di risparmio di bolletta e di bilancia dei pagamenti, e
miliardi di soldi che possono arrivare alle comunità locali
sotto forma di contributi, e in generale privarci della
possibilità di valorizzare cose che abbiamo". (Public Policy)

LEP

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