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Energia, per molti operatori è tempo di superare il mercato tutelato

energia 29 ottobre 2014

ROMA (Public Policy) - Tutti d'accordo sull'apertura totale del mercato che, è l'analisi condivisa, non porterà a un aumento dei prezzi dell'elettricità. I big del settore presenti in Italia concordano con l'ipotesi formulata dal ministero dello Sviluppo economico di superare il mercato elettrico tutelato (dove il il prezzo è deciso dall'Autorità per l'energia) per renderlo completamente liberalizzato.

"Non vedo l'ora che il mercato tutelato sia superato perché impedisce la crescita della concorrenza", spiega Giuseppe Gatti, presidente di Gdf Suez. La completa liberalizzazione del mercato non rischia, però di portare a un aumento dei prezzi? "Non riesco a vedere questo rischio anche perchè il settore non opera in una condizione di monopolio", spiega il manager che è anche presidente di Energia concorrente. "L'estensione del mercato tutelato deve essere gradualmente ridotta", è la posizione di Valerio Camerano, amministratore delegato di A2a che quindi è più cauto sulla tempistica del superamento. "Bisogna concentrarsi - aggiunge - sui casi conclamati di copertura sociale".

Anche per Camerano la possibilità di un aumento delle tariffe è remota. "Il rischio non c'è anche perchè i prezzi sono collegati a variabili di mercato e alle politiche di pricing delle aziende", conclude. Più radicale sulla tempistica è Marco Margheri, direttore Affari istituzionali di Edison. "Dobbiamo superare velocemente la tutela", spiega. Questo serve anche perchè "l'innovazione del mercato può offrire soluzioni nuove solo quando il mercato diventa completamente aperto", sottolinea Margheri.

"La tutela inoltre non è lo strumento per affrontare la vulnerabilità dei consumatori". Il mercato tutelato "è un ostacolo al perfezionamento del mercato" e non permette "un vero sistema di aiuti ai consumatori veramente vunerabili", conclude. È troppo presto per il superamento della tutela secondo il presidente dell'Autorità per l'energia, Guido Bortoni, secondo cui "la consapevolezza dei consumatori non è tale da annullare le tutele attive". (Public Policy)

FRA

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