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Energia, Regina (Confindustria): in Italia costa 30% in più rispetto media Ue

energia 27 novembre 2013

ROMA - (Public Policy) - "L'Italia è uno dei cinque paesi in Europa che ha una quota considerevole del Pil legata alla produzione di settori manifatturieri, in cui l'energia è un volano cruciale di competitività" ma "l'industria nazionale è fortemente penalizzata da un costo dell'energia superiore di circa il 30% rispetto agli altri competitor europei". Lo dice Aurelio Regina, vicepresidente Confindustria, alla quinta conferenza nazionale per l'efficienza energetica, organizzata dall'associazione "Amici della Terra".

Secondo Regina "l'efficienza energetica rappresenta la chiave principale per ridurre i costi dell'energia nei processi industriali" e "lo strumento cardine per trasformare la sfida ambientale, definita a livello ue al 2020 e al 2050, in un'opportunità di crescita economica e industriale". Riportando i dati di uno studio di Confindustria il vicepresidente dell'organizzazione che rappresenta le imprese sostiene che "con un quadro normativo certo e stabile nel periodo 2014-2020 si potrebbe ottenere un +0,5% di contributo al tasso di crescita medio annuo dell'economia, 500 mila occupati in più e un taglio del 10% della bolletta energetica nazionale".

LA CONFERENZA PER L'EFFICIENZA ENERGETICA Nella conferenza si affronta il tema "dell'efficacia dell'intervento pubblico" nel settore delle politiche energetico-ambientali e "il ruolo della crisi nell'attuale calo dei consumi". L'obiettivo è quello di comprendere quali siano le misure necessarie a piccole e medie imprese nazionali, e alll'industria manifatturiera italiana, per "recuperare competitività attraverso investimenti nella qualità ambientale e nell'efficienza energetica, sia dei processi produttivi che dei prodotti". (Public Policy)

IAC

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