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Decreto Enti locali, cronaca di un ritiro

Dl Salva Roma 26 febbraio 2014

ROMA (Public Policy) -

- Cosa prevedeva il decreto ritirato oggi

17.43 - La nomina dei viceministri e dei sottosegretari (la parte numericamente più consistente dell'esecutivo snello del segretario Pd) non dovrebbe arrivare, si apprende da fonti di Palazzo Chigi, prima di domani.

Fonti vicine a Matteo Renzi e alla sua squadra di lavoro sostengono che questa sera non ci sia tempo per la convocazione di un Cdm e che invece sia più probabile si tenga domani. Tra gli impegni del governo che dovranno essere affrontati a breve, tra l'altro, c'è che il decreto Salva Roma ter che farà salve alcune norme del dl Enti locali, o Salva Roma bis, ritirato oggi dal governo alla Camera.

13.25 - "Il governo aveva confermato la volontà di approvazione del dl entro il 28 febbraio alla luce delle molte disposizioni di primaria importanza, rammento quelle che riguardano i Comuni di Roma e di Milano".

Lo ha detto la ministra per le Riforme e i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, intervenendo in aula alla Camera al termine della capigruppo, in merito al ritiro del dl Enti locali. Il governo - ha aggiunto - "ha chiesto ai gruppi un'assunzione di responsabilità per convertire il decreto e ritirare gli emendamenti. Di fronte all'indisponibilità di Lega e M5s è risultato evidente l'impossibilità di convertire il decreto".

13.14 - Il governo, dopo aver ritirato il dl Enti locali, ha annunciato che a breve sarà predisposto un nuovo provvedimento, per recepire le norme ora decadute. È quanto viene riferito al termine della conferenza dei capigruppo alla Camera, dopo la ministra Maria Elena Boschi ha annunciato il ritiro del provvedimento, in scadenza per venerdì.

I contenuti che saranno inseriti nel nuovo provvedimento - ha detto Boschi - "saranno valutati", quindi probabilmente non tutte le norme contenute nel Salva Roma bis entreranno nel nuovo testo (cosa prevedeva). Questa è la seconda volta che il dl viene ritirato. Il primo ritiro è stato deciso dal governo Letta a fine dicembre 2013.

12.50 - Nessuna richiesta di fiducia. Il governo ha deciso di ritirare il decreto Enti locali, ormai prossimo alla scadenza (venerdì). Lo ha annunciato la ministra per i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi durante la conferenza dei capigruppo.

Il decreto, il cosiddetto Salva Roma bis, era già stato ritirato dal governo Letta a fine dicembre 2013. Il ritiro è stato deciso a fronte dell'ostruzionismo di M5s e Lega Nord, che hanno presentato in Aula una mole cospicua di emendamenti che non avrebbero permesso la chiusura del decreto entro venerdì.

9.54 - Sono circa 350 gli emendamenti presentati in Aula alla Camera al decreto Enti locali. Il provvedimento, licenziato dalla commissione Bilancio (senza modifiche), è approdato ieri in Aula dove è iniziata la discussione generale. Oggi inizierà il voto delle proposte di modifica. M5s e Lega hanno già annunciato un duro ostruzionismo durante l'esame in Aula, mettendo il decreto a serio rischio decadenza.

Il provvedimento, infatti, deve essere convertito entro venerdì. Il governo ha già fatto sapere che non è intenzionato a porre la questione di fiducia: il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan (nella foto) - presente ieri in commissione - ha riferito che cercheranno di "rispettare tempi e impegni". Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio, al termine dei lavori ha sottolineato come la conversione del decreto sia "a rischio nonostante l'eccellente lavoro svolto dal relatore" Fabio Melilli (Pd).

"A causa della crisi di governo - ha detto in una nota - consumata nei giorni scorsi e per il prolungarsi dei lavori in Senato, i tempi per convertire il decreto Salva Roma bis si sono notevolmente ridotti. Per mettere in sicurezza il dl è necessario che il governo prenda, nelle prossime ore, una decisione: o porre la fiducia sul testo del governo Letta o lasciarlo decadere ipotizzando e un altro in grado di intervenire sulle tante cose utili e necessarie contenute nel decreto in conversione; varando di fatto il primo decreto legge del nuovo governo". (Public Policy)

SOR-VIC

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