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ENTI LOCALI: DA CAMERA OK FIDUCIA SU DL TAGLI REGIONI

debiti pa 08 novembre 2012

(Public Policy) - Roma, 8 nov - L'Aula della Camera ha
votato la fiducia al Governo sul decreto legge che taglia i
costi della politica per gli enti territoriali. Hanno votato
sì 424, no 78 e 16 si sono astenuti. Il voto finale sul dl
ci sarà martedì 13.

Il voto di fiducia è arrivato al termine di una settimana
infuocata, fatta di discussioni e rinvii.
Ieri si era consumata la "rottura" tra i deputati e la
Ragioneria dello Stato sull'esenzione dalle tasse per le
popolazioni terremotate. Quindi in serata Governo e
Parlamento avevano raggiunto l'accordo e l'Esecutivo
blindava il testo con la fiducia.

MARTEDÌ 6 TESTO RINVIATO IN COMMISSIONE
Martedì 6 l'Aula della Camera decide di rinviare il testo
del dl sui tagli alla politica negli enti locali alle
commissioni competenti, Bilancio e Affari costituzionali.

Tre i punti su cui sono in disaccordo maggioranza e
Governo: le penali che i Comuni debbono alla Cdp per aver
estinto anticipatamente i mutui contratti con la stessa (le
commissioni hanno approvato un emendamento che elimina le
penali e il governo è stato battuto su questo punto); l'Imu
a carico degli enti no profit, o meglio che non hanno "scopo
di lucro" (norma voluta sempre dalla maggioranza); le
agevolazioni fiscali a favore di imprese e lavoratori
colpiti dal terremoto in Emilia, Veneto e Lombardia (la
maggioranza vuole estenderle fino a giugno 2013, il governo
è contrario e infatti è stato battuto in commissione anche
su questo punto).

IERI BRACCIO DI FERRO CON RAGIONERIA
Ieri mattina il governo viene poi battuto nuovamente in
commissione sul nodo dei fondi per il terremoto. Inizia
quindi un braccio di ferro tra la maggioranza e la
Ragioneria dello Stato: la discussione in Aula viene
rinviata ben due volte perché la Ragioneria vuole analizzare
a fondo proprio la norma, voluta dalle commissioni, sulla
proroga della sospensione fino a giugno del pagamento delle
tasse per lavoratori e imprese colpiti dal sisma
dell'Emilia.

Alla fine, in serata, si trova l'accordo, con qualche passo
indietro del Governo e qualche passo indietro della
maggioranza. Il testo che arriva in Aula è quello delle
commissioni, con qualche ritocco, e il Governo lo blinda
mettendo la fiducia.

ALLA FINE L'ACCORDO
Da parte sua il Governo accetta che si dia la possibilità
anche ai lavoratori dipendenti che hanno avuto la casa
danneggiata dal terremoto dell'Emilia Romagna di poter
dilazionare fino a fine giugno del 2013 (questo era stato
già accordato alle imprese) il pagamento delle tasse, ma non
dei contributi. Accetta anche che i lavoratori fruiscano per
oltre sei mesi di una busta paga "pesante", mentre le
aziende verseranno allo Stato comunque l'Irpef non detratta
dalle buste paga. Potranno, anche per questa voce, accedere
al finanziamento delle banche, secondo l'accordo vigente
Abi-Cdp. Dal luglio 2013 poi imprese e lavoratori dovranno
versare quanto hanno trattenuto.

La copertura finanziaria attiene perciò solo agli interessi ed è di 0,2 milioni di
euro per il 2012 e di 6 milioni per il semestre 2013.
Da parte sua la maggioranza rinuncia all'esenzione dell'Imu
per le aziende no profit e all'eliminazione dele penali per
i Comuni che estinguono anticipatamente un prestito. La
mediazione viene trovata però su un punto: le penali non
saranno conteggiate ai fini del patto di stabilità interno.
(Public Policy)

VIC

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