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Enti locali, ddl incardinato alla Camera. Ipotesi stop conversione

enti locali 12 maggio 2014

ROMA (Public Policy) - Si è incardinato oggi in commissione Bilancio alla Camera il ddl Enti locali già approvato il 27 marzo scorso in sede deliberante dall'omologa commissione di Palazzo Madama. Il relatore è Fabio Melilli del Pd. Alla Camera l'esame non sarà in sede legislativa in quanto M5s e Forza Italia si sono opposti.

La sede legislativa, come quella deliberante a Palazzo Madama, prevede la possibilità che l'esame si concluda in commissione, senza passare dall'Aula. Il Movimento 5 stelle si è opposto, da quanto si apprende, perché la maggioranza avrebbe chiesto di non apportare modifiche al testo e di convertire il ddl così come arrivato da Palazzo Madama. Martedì l'ufficio di presidenza della commissione dovrà decidere come procedere nell'esame, in sede referente.

Da quanto si apprende da fonti parlamentari però, a questo punto l'ipotesi che si fa avanti è quella di mettere da parte il ddl e di non convertirlo in legge, per mancanza di interesse da parte dei gruppi. Il ddl Enti locali, a prima firma Luigi Zanda (Pd), venne proposto a Palazzo Madama al tempo del secondo dl Salva Roma (poi ritirato dal governo Renzi appena insediato) per raccogliere tutti quegli emendamenti approvati dalla V commissione e cassati in Aula al Senato dal presidente Pietro Grasso per eterogeneità di materia.

Il ddl in questione contiene norme volte a erogare nuovi finanziamenti ai terremotati della Sardegna, lo slittamento della norma anti evasione degli atleti, sugli affitti d'oro, il prolungamento del lavoro del comitato per le privatizzazioni, misure in favore dell'aeroporto di Trapani, estensione della cosiddetta 'rottamazione' delle cartelle Equitalia (prolungata a giugno dal dl Salva Roma ter) anche alle ingiunzioni fiscali. (Public Policy)

VIC

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