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Dl Enti locali, Pd riformula emendamento su Roma-Acea. Voto spacchettato

acea roma 13 febbraio 2014

ROMA (Public Policy) - È stata depositata in commissione Bilancio al Senato l'attesa riformulazione dell'emendamento del Pd (a prima firma Giorgio Santini) al dl Enti locali sul piano triennale per il rientro del debito di Roma. Lo apprende Public Policy dallo stesso senatore democratico. Il testo riformula in parte l'emendamento 4.19 che il Pd contrappone alla proposta analoga (ma che prevede la cessione di quote Acea senza mantenere il controllo pubblico al 51%) di Scelta civica, a prima firma Linda Lanzillotta.

Da quanto apprende Public Policy il testo 2 dell'emendamento Santini è pressoché simile al testo 1 ma prevede una maggiore concertazione tra governo e Comune nella stesura del piano triennale di rientro del debito. Il Pd, si apprende, offrirà questo testo in commissione lunedì come mediazione con Scelta civica. Mediazione a cui si lavora da diverse settimane. L'idea è di votarlo in parti separate, così da incassare il voto favorevole di Lanzillotta almeno su tutte le parti dell'emendamento ad eccezione del comma che riguarda l'Acea.

Su cui, prevedibilmente, ci sarà il voto contrario di Sc. Sulla questione la differenza di posizione si gioca sul filo delle percentuali: in entrambi gli emendamenti (Santini e Lanzillotta) si prevede la possibilità del Comune di "dismettere ulteriori quote di società quotate in borsa fermo restando il controllo pubblico delle società". Ma mentre nell'emendamento Lanzillotta si fa riferimento (per il mantenimento del controllo pubblico) genericamente all'articolo 2359 del codice civile (che definisce le società controllate), in quello di Santini (anche nel testo 2) il riferimento è specifico all'articolo 2359, primo comma, numero 1 del codice civile che prevede, per controllo, il 51% delle quote, che in realtà il Comune di Roma già possiede.

La versione contenuta nell'emendamento Santini su Acea è la stessa che venne votata dall'Aula del Senato nel dl Salva Roma e contro cui proprio Lanzillotta si scagliò. Il Pd riprova quindi a far passare la stessa versione, ma questa volta in una commissione dove la senatrice Sc è numericamente l'ago della bilancia per ottenere la maggioranza. Ma i democratici sperano di incassare l'appoggio del M5s e di Sel su questo punto, così da far passare così com'è tutto l'emendamento. Più in generale l'emendamento Santini prevede appunto che governo e Comune, di concerto, stilino un rapporto che evidenze le cause del debito di Roma e preparino un piano triennale di rientro del disavanzo.

Piano che, secondo l'emendamento, dovrà prevedere, oltre alla dismissione di quote Acea, di estendere i vincoli del patto di stabilità interno nonché quelli in materia di acquisto di beni e servizi e di assunzioni di personale a tutte le società partecipate; operare la ricognizione dei costi unitari della fornitura dei servizi pubblici locali e adottare misure per riportare tali costi ai livelli standard dei grandi comuni italiani; operare una ricognizione dei fabbisogni di personale nelle società partecipate, prevedendo per quelle in perdita il necessario riequilibrio; adottare modelli innovativi per la gestione dei servizi di trasporto pubblico locale, di raccolta dei rifiuti e di spazzamento delle strade, anche valutando l'opportunità di ricorrere a forme di liberalizzazione e di riorganizzazione degli assetti proprietari delle aziende partecipate; valorizzare e dismettere quote del patrimonio immobiliare del Comune. (Public Policy)

VIC

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