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Equo compenso, il ddl tanto atteso dagli avvocati

giustizia tribunale 08 agosto 2017

ROMA (Public Policy) - Intervenire per tutelare "l’equità del compenso degli avvocati iscritti all'albo" quando concludono convenzioni che hanno ad oggetto lo svolgimento, anche in forma associata, delle attività cui gli stessi sono istituzionalmente deputati". Questo l'obiettivo, in sintesi, di un ddl sul tavolo del Consiglio dei ministri di ieri. Una bozza presa in visione da Public Policy prevede una stretta sulle clausole vessatorie contenute nelle convenzioni attraverso la nullità delle stesse, qualora presenti. Ecco, in sintesi, cosa prevede il provvedimento.

COMPENSO IN PROPORZIONE A QUALITÀ/QUANTITÀ LAVORO L' equo compenso degli avvocati è determinato nelle convenzioni "quando risulta proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, nonché al contenuto e alle caratteristiche della prestazione legale".

In sostanza, come si legge nella relazione illustrativa della bozza presa in visione, l'equo compenso viene individuato nella corresponsione di un corrispettivo proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, al contenuto, alle caratteristiche della prestazione legale, tenendo conto dei parametri dei compensi previsti dal decreto del ministro della Giustizia 'Nuova disciplina dell'ordinamento della professione forense'.

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