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Ergastolo, la Lega riscrive la proposta sullo stop all'iter breve

carceri 28 luglio 2015

ROMA (Public Policy) - di Luca Iacovacci - Escludere, tramite un nuovo comma 1-bis all'art. 438 del codice di procedura penale, dalla possibilità di richiesta del giudizio abbreviato i procedimenti per i delitti di strage, tratta di persone, acquisto e alienazione di schiavi e omicidio aggravato ai sensi degli articoli 576 del codice penale (con riferimento alle aggravanti di maltrattamenti contro familiari e conviventi, prostituzione e pornografia minorile, violenza sessuale, atti sessuali con minorenni, violenza sessuale di gruppo e atti persucutori) e 577 (con riferimento alle aggravanti di omicidio commesso contro l'ascendente o il discendente o con premeditazione).

Lo prevede la riscrittura, avvenuta tramite un emendamento del relatore Nicola Molteni (Lega) all'articolo 1 della proposta di legge che modifica gli articoli 438 e 442 del codice di procedura penale in relazione alla non applicabilità del giudizio abbreviato ai delitti puniti con la pena dell'ergastolo.

Sulla proposta iniziale, presentata dallo stesso Molteni, era stato adottato un nuovo testo base, rispetto alla prima versione presentata, nella seduta del 15 maggio dello scorso anno della commissione Giustizia della Camera.

In seguito la commissione aveva convenuto di costituire un comitato ristretto e il relatore aveva preannunciato la presentazione di alcuni emendamenti che tenessero conto di quanto emerso dai lavori del comitato, specialmente in riferimento all'ambito di applicazione del rito abbreviato.

Secondo quanto prevede l'emendamento 1.10 presentato da Molteni (e che, nella sostanza, riscrive l'intero contenuto della pdl perchè sostituisce integralmente l'articolo 1 e abroga il 2, lasciando in vita solo l'articolo 3, ossia quello relativo all'entrata in vigore della legge) si stabilisce anche l'aggiunta, sempre all'articolo 438 del codice di procedura penale, di due commi, il 6-bis e il 6-ter.

La prima 'aggiunta' prevede che nel procedimento per i delitti previsti al comma 1-bis (dalla strage ad alcune tipologie di omicidio aggravato), la richiesta dell'imputato che il processo sia definito all'udienza preliminare allo stato degli atti "può essere proposta subordinandola a una diversa qualificazione dei fatti o all'individuazione di un reato diverso allo stato degli atti".

La seconda, invece, stabilisce che in caso di rigetto della richiesta di giudizio abbreviato subordinata a un'integrazione probatoria ovvero alla richiesta di cui sopra, l'imputato possa rinnovare la richiesta prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado. (Public Policy)

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