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ESODATI, CAZZOLA (PDL): SUPERARE NODO CON NORMA PROGRAMMATICA /INTERVISTA

20120719220721-2012-41927-NDP 12 novembre 2012

(Public Policy) - Roma, 12 nov - (di Viola Contursi) Nel
weekend si è riaperto il nodo esodati nella legge di
stabilità. Un emendamento dei relatori alla Camera, frutto
di un accordo faticosamente raggiunto, ha ampliato la platea
degli esodati salvaguardati anche a chi è stato licenziato
entro dicembre 2011 a seguito di fallimento o di altre
procedure concorsuali a patto che maturi il diritto alla
pensione con le vecchie regole entro i due anni successivi.
Domenica, però, la Ragioneria dello Stato ha di fatto
bloccato la norma sostenendo che, per quanto riguarda
l'ampliamento alle persone licenziate, non c'è copertura.

Ora maggioranza e Governo sono all'opera per cercare
un'intesa prima che il testo, domani, approdi in Aula.
Giuliano Cazzola, vicepresidente Pdl della commissione
Lavoro alla Camera, parlando con Public Policy, individua
una possibile soluzione di mediazione: "Una norma
programmatica che destini eventuali risparmi alla
salvaguardia dei licenziati".

D. COME SI POTREBBE SUPERARE L'IMPASSE?
R. Anche io avevo proposto di salvaguardare i licenziati,
che sono alla fine quelli con meno tutele. Ma la Ragioneria
ci dice che c'è un problema di coperture perché è difficile
quantificare quanti sono questi licenziati e quindi dove
reperire le risorse. Secondo me la cosa da fare sarebbe una
norma programmatica che non crea diritti soggettivi ma tenti
di tutelare tutti. Una norma, insomma, che stabilisca
intanto la salvaguardia degli esodati 2013-2014 ed
eventualmente, se rimangono risorse, anche la salvaguardia
dei licenziati, a seguito di un decreto del presidente del
Consiglio.

D. COME GIUDICA L'EMENDAMENTO DEI RELATORI?
R. Io penso che sia comunque un passo importante, solo che
mi sembra già superato perché giudicato dalla Ragioneria
come una porta che si apre su un orizzonte sconosciuto. Sono
convinto che una soluzione si troverà ma si dovranno per
forza stringere i bulloni al provvedimento. Si deve capire
che se non c'è il bollino della Ragioneria non si va avanti.
E se anche il Parlamento forzasse e approvasse comunque il
testo, poi il presidente della Repubblica non potrebbe
firmare la legge, perché non c'è copertura...

D. PERCHÉ LA RAGIONERIA HA BLOCCATO L'EMENDAMENTO?
R. La Ragioneria chiede che l'eventuale "scopertura" di
fondi per salvaguardare anche i licenziati venga definita
con criteri precisi. E su questo si può trovare presto una
soluzione e quindi un'intesa, magari adottando appunto una
norma programmatica. Il punto qual è? Si è stabilito che per
prima cosa si deve risolvere il problema degli esodati
2013-2014, usando per il 2013 i 100 milioni già stanziati
più i soldi accantonati e per il 2014 gli eventuali
risparmi, prevedendo anche una tassa sulle pensioni d'oro.

Ma se si allarga la platea dei salvaguardati, le risorse in
più si devono reperire ora. La Ragioneria è questo che dice:
si fa fatica a quantificare quanti siano i licenziati da
salvaguardare e ancora di più a reperire le risorse
necessarie.

D. UNA QUESTIONE DIFFICILE DA AFFRONTARE
R. Questa vicenda degli esodati mette in moto una casistica
di vicende differenti che è difficile da risolvere. Faccio
un esempio, il caso di chi versa contributi volontari. In
commissione Lavoro avevamo inserito una norma che stabiliva
che potessero entrare tra gli esodati salvaguardati anche
chi nel frattempo ha versato contributi volontari e ha
trovato un lavoro a tempo determinato, ma con un reddito non
superiore a 7.500 euro. Non sa quanti ci scrivono ancora per
protestare in quanto si trovano fuori dalla platea dei
salvaguardati. Si deve però per forza stabilire un limite,
anche se questo fa sì che si lascino fuori alcuni.

D. COME FARE?
R. La mia idea, poi superata, era quella di fare una norma
di carattere strutturale che consentisse agli uomini di
andare in pensione con gli stessi requisiti delle donne. La
norma è caduta perché costava troppo ma rimango dell'idea
che serva una norma strutturale. Senza una norma strutturale
ci saranno sempre casi che non vengono risolti. Al momento
quindi, in assenza di questa norma, ci si deve accontentare
dei risultati che si riescono ad ottenere, per tutelare la
maggior parte dei casi possibili. (Public Policy)

leggi l'intervista a Luigi Bobba (Pd)

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