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ESODATI, DEPUTATI PD A FORNERO: PERCHÉ INPS NON PAGA E LAVORATORI IBM ESCLUSI?

LAVORO, PER IL 50% STABILIZZAZIONI A TEMPO INDETERMINATO FULL TIME 17 aprile 2013

Lavoro-impresa-startup

(Public Policy) - Roma, 17 apr - Mentre il ministro del
Lavoro Elsa Fornero si occupa di Cig e dell'ultimo decreto
salva-esodati, ci sono diverse interrogazioni depositate in
Parlamento, e ancora senza risposte, in merito ai lavoratori
che non hanno lavoro e non hanno nemmeno ancora una
pensione.

In particolare ce ne sono due, del Pd, che chiedono come
mai l'Inps non abbiamo ancora provveduto a pagare la
pensione a quegli esodati già salvaguardati che hanno
maturato i requisiti per averla.

Un'altra interrogazione, presentata dalla deputata democrat
Marialuisia Gnecchi e cofirmata anche, tra gli altri, da
Stefano Fassina e Cesare Damiano, chiede a Fornero come mai
l'Inps abbia escluso dai salvaguardati i lavoratori della
Ibm.

Tutte interrogazioni, alcune a risposta scritta altre a
risposta orale, che non hanno ancora avuto risposta e che
non l'avranno, spiegano delle fonti, finché non ci sarà un
nuovo governo.

PERCHÉ L'INPS NON PAGA GLI ESODATI SALVAGUARDATI?
Il 22 marzo il deputato Pd Giovanni Mario Salvino Burtone
ha presentato un'interrogazione a Fornero chiedendo come mai
l'Inps non abbia ancora provveduto a pagare le pensioni a
quegli esodati salvaguardati che ne hanno diritto. Un'altra
interrogazione, che porta la data del 16 aprile, a prima
firma Piergiorgio Carrescia, chiede la stessa cosa. Anche
qui, al momento nessuna risposta.

Burtone, in particolare, nella sua interrogazione a
risposta scritta chiede come mai "alla data odierna, l'Inps
non ha ancora provveduto a liquidare una sola pensione ai
soggetti interessati" e come mai "nonostante le diverse e
ripetute sollecitazioni poste in essere dai patronati
confederali in ordine alla materia pensionistica specifica,
la dirigenza nazionale Inps tende tuttora ad eludere
l'importante e delicata questione, con atteggiamenti
dilatatori e quindi, fortemente lesivi dei diritti dei
lavoratori interessati".

Sullo stesso tema, il
deputato Pd Carrescia chiede, sempre al ministro del Lavoro,
come mai "a tutt'oggi l'Inps non ha ancora inviato
comunicazioni riguardanti l'inserimento nelle cosiddette
'liste Sico' (quelle per gli esodati salvaguardati; Ndr) ai
soggetti esodati che hanno interrotto il rapporto di lavoro
a seguito di accordi con il datore di lavoro dietro
corresponsione di un incentivo all'esodo ed ai soggetti
derogati provenienti da pubbliche amministrazioni e pertanto
assoggettati a contribuzione Inps ex gestione Inpdap" e come
mai invece "i lavoratori del settore privato (pertanto
soggetti versanti Inps) hanno ricevuto comunicazione da
parte dell'Inps nella quale vengono certificati i requisiti
pensionistici ed è indicata la decorrenza della pensione" e
"le pensioni intestate a soggetti derogati 'privati' con
decorrenza 1° aprile 2013 sono già state messe in pagamento".

SU CASO ESODATI IBM
L'interrogazione con risposta in commissione di Gnecchi,
invece, si sofferma sul caso degli esodati Ibm a cui l'Inps,
sostengono i deputati del Pd, non riconosce lo status di
salvaguardati a causa di una contribuzione volontaria ceduta
per usufruire di una cassa di assistenza integrativa.

Si legge nell'interrogazione: "Nello specifico si
rappresenta il caso degli esodi individuali operati dal
Gruppo Ibm, stipulati a partire dal mese di aprile 2011, i
cui verbali di conciliazione prevedono in modo esplicito la
data di cessazione del rapporto di lavoro e l'assoluta
impossibilità di revisione dell'accordo, ma formalmente si
prevede contestualmente un periodo di aspettativa non
retribuita a partire dalla sottoscrizione dell'accordo, a
fine aspettativa la cessazione effettiva del rapporto di
lavoro con la società, nel mese in cui il singolo dipendente
avrebbe maturato i requisiti di accesso alla pensione,
vigenti alla sottoscrizione degli accordi stessi; i
dipendenti Ibm usufruiscono, pagando una quota annuale,
della Cassa di assistenza dipendenti gruppo Ibm, che dà
diritto al rimborso parziale delle spese mediche e il cui
regolamento prevede che detti dipendenti possono continuare
ad usufruire della stessa, anche in qualità di pensionati, a
condizione che non vi sia soluzione di continuità tra
attività lavorativa e maturazione del requisito
pensionistico".

Durante questo periodo di aspettativa, concesso ai
dipendenti Ibm per continuare a usufruire della cassa di
assistenza integrativa, l'azienda ha concesso ai lavoratori
di poter versare una contribuzione previdenziale volontaria.
Ma proprio per questo, rivelano i deputati Pd
nell'interrogazione, l'Inps "esclude questi lavoratori dalla
salvaguardia, solo perché l'effettiva chiusura del rapporto
di lavoro è intervenuta successivamente al periodo di
aspettativa". (Public Policy)

VIC

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