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ESODATI, FORNERO: GOVERNO LAVORA PER EVITARE CONTRASTI

03 aprile 2013

VI Conferenza Nazionale del Volontariato

(Public Policy) - Roma, 3 apr - "Noi non vogliamo che ci
siano decreti in contrasto con le norme". Così il ministro
del Welfare Elsa Fornero, lasciando la sala del Mappamondo,
dove stamani si è riunita la commissione speciale di
Montecitorio, con all'ordine del giorno il decreto
ministeriale sugli esodati, coloro che per via delle nuove
regole previdenziali, la legge Fornero appunto, sono rimasti
senza reddito e senza pensione. Atteso in serata il parere
non vincolante della commissione, presieduta da Giancarlo
Giorgetti della Lega Nord, che tornerà a riunirsi alle 15.

Si tratta infatti di un decreto attuativo, relativo alla
salvaguardia di altri di 10.130 lavoratori, come previsto
dalla legge di Stabilità, per una spesa complessiva - si
legge nello schema di decreto ministeriale art 1, comma 231.
L.228/2012 - che si aggira attorno ai 600 milioni di euro,
per il periodo che va dal 2013 al 2020.

Di questi 10.130 lavoratori: 1.800 sono in mobilità
ordinaria, 760 in deroga, 5.130 cessati - senza reimpiego a
tempo indeterminato e con limite di reddito annuo lordo non
superiore a 7.500 euro - 2.440 infine in contribuzione.

Per l'ex ministro del Lavoro Cesare Damiano (Pd) "il
decreto del Governo non riproduce in modo fedele il testo
della legge di stabilità, quindi nella salvaguardia
dell'ultima tranche di 10.130 persone non si tiene conto di
una fattispecie particolare, i cosiddetti prosecutori
volontari, chi volontarimente ha versato contributi per
avere poi una pensione".

"Il punto equivoco - aggiunge Damiano - è che non si
capisce se queste persone, avendo lavorato magari anche 10-
15 anni fa, al momento in cui hanno cominciato a versare
questi contributi, potranno godere di questo beneficio, cioè
avere le regole pensionistiche antecedenti alla riforma
Fornero".

Per l'esponente pd "questo è un punto che va chiarito,
perchè la legge di stabilità ha detto in modo esplicito che
anche se si aveva un lavoro, questo non era un ostacolo per
avere poi la pensione con i vecchi requisiti. Si fissavano
dei paletti soltanto dopo il 4 dicembre 2011: il primo era
quello che il lavoro non doveva essere a tempo determinato,
il secondo era che non si doveva superare nell'anno 7.500
euro lordi, ma solo dopo il 4 dicembre 2011. Prima non
c'erano vincoli".

"Pare che questi vincoli - afferma ancora Damiano - siano
stati prodotti dal decreto. Bisogna chiarire questo punto".
Da parte del Governo - precisa il ministro Fornero,
intervenuta stamani in commissione - c'è tutta l'intenzione
"di lavorare per evitare contrasti".

Complessivamente sono 130 mila i lavoratori (fino al 2014)
salvaguardati, attraverso tre interventi legislativi, con un
totale di 9,81 miliardi di euro stanziati. (Public Policy)

FEG

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