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ESODATI, LA PROPOSTA DI LEGGE ALLA CAMERA

Manovra, Boccia: esodati? Il Governo ci sta lavorando 08 ottobre 2012

Inizia il suo percorso
nell'Aula della Camera la proposta di legge sugli esodati.
La discussione incomincerà con la relazione di Luigi Muro
(Fli) questo pomeriggio. Per domani alle ore 10 Cgil, Cisl e
Uil hanno organizzato un presidio di fronte a Montecitorio
ed è previsto un incontro tra sindacati e parlamentari in
giornata.

I sindacati chiedono "di accelerare la discussione e
l'approvazione di una legge che allarghi la salvaguardia dai
nuovi requisiti pensionistici per i lavoratori esodati, a
partire dal testo del disegno di legge unificato, approvato
all'unanimità dalla commissione Lavoro della Camera dei
deputati" si legge in una nota. Per Cgil, Cisl e Uil si
tratta di una "vera e propria emergenza sociale, cui deve
essere data una risposta definitiva e strutturale in tempi
brevi". Il Governo finora ha espresso parere contrario sulla
proposta.

LA PROPOSTA DI LEGGE DELLA COMMISSIONE
Prima delle norme sugli esodati, la proposta di legge a
prima firma di Cesare Damiano (capogruppo Pd in commissione
Lavoro) modifica l'articolo 24 del decreto Salva Italia
(n.201 del 2011) introducendo la possibilità di andare in
pensione con 35 anni di contributi e 57 o 58 anni per le
lavoratrici (a seconda che siano dipendenti o autonome) e 59
o 60 per i lavoratori uomini. É una norma "sperimentale" che
varrebbe dal 2013 al 2015 per le donne e dal 2016 al 2017
per gli uomini. L'assegno pensionistico è calcolato con il
sistema contributivo anche per il periodo antecedente al
primo gennaio 1996, quando il sistema retributivo (più
vantaggioso) è stato introdotto.

Seguono gli articoli dedicati agli esodati, che modificano
il comma 14 dello stesso articolo 24. Alla "tagliola" del 4
dicembre stabilita dal Governo si sostituisce la data del 31
dicembre e si aggiungono eccezioni per diverse categorie di
lavoratori: quelle all'articolo 12 del decreto n.78 del
2010, quelle all'articolo 18 del decreto 98 del 2011.

Poi ci sono le norme sulla mobilità, che vengono modificate
dando la possibilità del pensionamento secondo le vecchie
regole a coloro che hanno finito la mobilità fino a 24 mesi
(mentre ora le vecchie regole valgono per coloro che
maturano i requisiti nel periodo di mobilità). Si aggiunge,
inoltre, che possono andare in pensione coloro che sono in
mobilità "a prescindere dalla data di conclusione della
procedura di mobilità" avviata sulla base di accordi
sindacali e indipendentemente dalla data di effettivo
collocamento in mobilità.

Altri commi della proposta di legge riguardano eccezioni
per coloro che usufruiscono di fondi di solidarietà,
prosecuzione volontaria e coloro che lavorano nel settore
marittimo.

LE MODIFICHE AL 'MILLEPROROGHE'
Inoltre, si modifica il decreto Milleproroghe (il n.216 del
2011) che introduce deroghe per coloro che hanno
sottoscritto accordi individuali con le aziende, e il cui
rapporto di lavoro "si risolva unilateralmente o in
conseguenza di fallimento d'impresa o in ragione di accordi
individuali sottoscritti entro il 31 dicembre 2011 o in
applicazione di accordi collettivi di incentivo all'esodo
stipulati entro il 31 dicembre 2011". Si sostituisce poi il
concetto di "decorrenza "con "maturazione del trattamento
pensionistico".

I NUMERI E LE COPERTURE
Secondo i promotori (Pd, Pdl e Lega) si tratta di sanare
una situazione che riguarda un paio di centinaia di migliaia
di persone, anche se di dati certi non ce ne sono. La spesa
totale prevista, dal prossimo anno fino almeno al 2019, è di
5 miliardi.

Si prevede una copertura con i proventi dei giochi online;
tuttavia, su questa soluzione, la commissione Finanze ha
espresso dubbi. Dando il parere favorevole alla proposta di
legge ha osservato: "Valuti la Commissione la necessità di
modificare la previsione di cui all'articolo 5, comma 2, del
testo unificato, individuando una diversa fonte di copertura
degli oneri finanziari recati dal provvedimento, in quanto
le misure, ivi previste, di incremento delle entrate
derivanti dai giochi pubblici, oltre a non determinare il
gettito aggiuntivo necessario per far fronte ai predetti
oneri, rischierebbero di compromettere le stesse entrate
erariali finora assicurate da tale comparto".

È atteso per domani, invece, il parere della commissione
Bilancio alla Camera. (Public Policy)

LAP

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