Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

ESTERI, NEL MONDO L'ANNO SCORSO SALITI A 388 I CONFLITTI DIMENTICATI

14 novembre 2012

(Public Policy) - Roma, 14 nov - Dal 2010 al 2011 il numero
totale di conflitti nel mondo è passato da 370 a 388.
Particolarmente significativo l'aumento nel numero di
guerre: 6 nel 2010 e 20 nel 2011, il numero più elevato mai
registrato dalla fine del secondo conflitto mondiale.

Sono dati del Rapporto di ricerca su finanza e povertà,
ambiente e conflitti dimenticati, realizzato da Caritas
Italiana, Famiglia Cristiana e Il Regno ed edito da Il
Mulino con il titolo "Mercati di guerra".

Si tratta della quarta tappa di un percorso di ricerca sui
conflitti dimenticati, avviato nel 2001 da Caritas Italiana
insieme a Famiglia Cristiana e Il Regno, che in questa
edizione si focalizza sul ruolo centrale della dimensione
economico-finanziaria nel determinare situazioni di tensione
politica e di conflittualità armata.

Nel richiamare questi dati, il Rapporto mette in rilievo
che la disponibilità di risorse è divenuto il fattore
scatenante di nuovi conflitti internazionali ed interni. I
numeri sono eloquenti.

145 nazioni nel mondo devono condividere le proprie risorse
idriche con altri Paesi e utilizzano bacini idrici
internazionali (263 in tutto il mondo). Negli ultimi
cinquant'anni, la condivisione forzata dei bacini ha
prodotto 37 conflitti violenti.

Oltre 50 Paesi, nei prossimi anni potrebbero entrare in
dispute violente sulla gestione di laghi, fiumi, dighe e
acque sotterranee.

Negli ultimi 5-6 anni il prezzo reale del cibo è
sostanzialmente raddoppiato. Anche il prezzo reale del
petrolio è oggi quasi il doppio rispetto al 1982 e supera di
più del 150% il livello di inizio millennio. Secondo il
Rapporto, la principale causa degli aumenti di prezzo
risiede proprio nel ruolo giocato dagli speculatori e dai
mercati finanziari mondiali.

Le conseguenze sui Paesi a reddito basso e medio-basso
delle evoluzioni dei prezzi sono state ovviamente negative.
In particolare, la crisi alimentare esplosa nel 2008 e
l'aumento del prezzo dei prodotti alimentari in tutto il
mondo hanno contribuito all'esplodere di vari conflitti,
quali le primavere arabe e la guerra civile in Costa
d'Avorio, e hanno provocato scontri e rivolte ad Haiti, in
Camerun, Mauritania, Mozambico, Senegal, Uzbekistan, Yemen,
Bolivia, Indonesia, Giordania, Cambogia, Cina, Vietnam,
India e Pakistan. (Public Policy)

SPE

© Riproduzione riservata