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EURO, DRAGHI: LA STABILIZZAZIONE FINANZIARIA NON AVRÀ RISCHI PER I CITTADINI

07 novembre 2012

(Public Policy) - Roma, 7 nov - Mario Draghi ha rassicuto i
tedeschi (e non solo) sulle misure intraprese dalla Bce
negli scorsi mesi per affrontare la crisi dei debiti
sovrani, e in particolare le Outright monetary transactions,
(l'acquisto da parte della Banca centrale europea di titoli
sovrani a scadenza annuale o triennale sul mercato
secondario condizionato dall'adesione dello Stato emittente
ai programmi di riforma).
Che conseguenze si possono attendere i cittadini da questi
nuovi programmi? Draghi intervenendo a un convegno a
Francoforte ha risposto fissando tre punti.
Il primo: le azioni non conisteranno in finanziamenti
"mascherati" ai governi. "Gli interventi avverrano
esclusivamente sul mercato secondario - ha detto Draghi -
dove i bond sono già stati emessi e sono scambiati. Questo è
aderente al divieto del Trattato di finanziamento
monetario". Inoltre, poichè gli acquisti riguarderanno bonds
con una maturità residua da uno a tre anni, "i mercati
avranno ampio spazio, per disciplinare i governi per quelli
con tempi più lunghi".
Secondo aspetto: le operazioni non causeranno inflazione.
La situazione economica debole, combinata con una crescita
economica lenta, ha detto Draghi, "significa che i rischi
d'inflazione sono al momento molto bassi sul medio periodo".
Gli interventi dunque "non causeranno queste previsioni".
Inoltre, ha specificato il presidente della Bce, "per ogni
euro che immetteremo con gli interventi, ne ritireremo uno,
in questo modo non verranno influenzate le condizioni
monetarie".

Il terzo argomento
sottolineato da Draghi riguarda, appunto, i rischi per i
contribuenti tedeschi. Che sono "protetti dal fatto che i
nostri interventi avverrano solo per Paesi caratterizzati da
politiche monetarie e fiscali sane. Il loro continuo impegno
nell'attuazione di queste politiche sarà assicurato dal
programma Esm. La Bce, inoltre, valuterà la conformità al
programma in piena indipendenza".
"Inoltre - aggiunge Draghi - normalizzando le condizioni
dei mercati finanziari, le nostre azioni contribuiranno a
invertire i flussi di capitali verso la Germania che stanno
creando qui alcune distorsioni. Questo dovrebbe in ultima
analisi sostenere i risparmiatori, i fondi pensione e le
compagnie di assicurazione i cui ricavi dipendono dagli
interessi. E dovrebbe inoltre ridurre gli squilibri del
sistema target2".
In altre parole, ha chiarito il presidente della Bce, "le
azioni della Bce per sostenere la fiducia dei mercati sono
di beneficio non solo per i Paesi in difficoltà, ma anche
per l'area euro nel suo complesso. Le nostre misure
garantiscono un'adeguata trasmissione della politica
monetaria, il che significa né tassi di interesse troppo
alti, né troppo bassi. Le misure consentono così alla Bce di
continuare a mantenere la stabilità dei prezzi a beneficio
di tutti i cittadini dell'area euro".
"L'annuncio sulle OMTs - sottolinea Draghi - ha già
innescato effetti positivi. Il sentimento dei mercati
finanziari è migliorato in modo significativo. Gli eccessivi
spread dei titoli di Stato sono scesi e un certo numero di
banche di Paesi in crisi sono stati in grado di recuperare
l'accesso ai mercati".

IL QUADRO ECONOMICO
"Il tasso di disoccupazione è deplorevolmente alto - ha
aggiunto Draghi - Nel complesso l'attività economica è
debole e dovrebbe rimanere debole nel breve termine. E la
crescita della moneta e del credito ne escono smorzati. In
questo contesto, l'inflazione è comunque ben contenuta. Ci
aspettiamo che scenda al di sotto del 2% l'anno prossimo".
"La Germania è stata finora al riparo da alcune delle
difficoltà di altri Paesi della zona euro. Ma i dati più
recenti suggeriscono che questi sviluppi stanno iniziando ad
incidere anche sull'economia tedesca".
La Germania inoltre, secondo Draghi, "è un'economia aperta
e integrata, quindi non è sorprendente che un rallentamento
nel resto della zona euro abbia un impatto qui. Il commercio
nell'area interna all'euro rappresenta circa il 40% del Pil
tedesco. E circa il 65% degli investimenti esteri diretti in
Germania proviene da Paesi dell'area".
Più raramente, ha poi aggiunto il numero uno
dell'Eurotower, "si nota come problemi dell'area euro
influenzino la situazione finanziaria in Germania. È la
debolezza dell'economia dell'area a deprimere qui i tassi di
interesse. Ed è la crisi di fiducia in alcuni Paesi a
causare flussi di denaro in cerca di rifugio in Germania che
fanno abbassare ancor di più i tassi".
Gli sviluppi finanziari in Germania, ha commentato Draghi,
"sono il riflesso speculare di quelli degli altri Paesi. Ciò
significa che le misure per la stabilità dell'euro nel suo
complesso, porteranno benefici anche alla Germania".

(Public Policy)

LEP

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