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EUROPA, BERLUSCONI: SPUNTARLA SULLA GERMANIA ALTRIMENTI FUORI DALL'EURO

EUROPA, BERLUSCONI: SPUNTARLA SULLA GERMANIA ALTRIMENTI FUORI DALL'EURO 01 febbraio 2013

EUROPA, BERLUSCONI: SPUNTARLA SULLA GERMANIA ALTRIMENTI FUORI DALL'EURO

(Public Policy) - Roma, 1 feb - Un incontro durato due ore e
mezza quello tra la delegazione del Pdl al Parlamento
europeo e Silvio Berlusconi, servito come spiega lui a
"sintonizzare le nostre visioni sulla politica europea e su
quella interna".

Il gruppo è guidato dal parlamentare europeo Sergio
Silvestris che ha spiegato, in conferenza stampa nella sede
del partito, insieme al leader del partito e al segretario
Angelino Alfano, che "l'Europa è il terzo capitolo del
nostro programma è un punto fondamentale della nostra
agenda. Il nostro programma profuma di Europa ed
europeismo". Silvestri rassicura anche sulla posizione del
Pdl all'interno del Ppe, il Partito popolare europeo,
coalizione di centrodestra di Bruxelles: "La nostra
delegazione è saldamente ancorata all'interno del Ppe, dei
suoi valori ed organizzazione".

Poi si vira, a parlare del
concreto delle politiche che il Pdl porterà avanti, e prende
la parola il leader Silvio Berlusconi: "Bisogna spuntarla
sul braccio di ferro con la Germania altrimenti questo
porterà i Paesi ad uscire uno a uno dall'euro e a ritornare
alla propria moneta nazionale. Ciò consentirà alla banca
nazionale di emettere moneta quando i debiti arriveranno a
scadenza e ad operazioni di svalutazione competitiva per
rendere più convenienti i propri prodotti".

Non sarà una scelta, continua Berlusconi: "Se si va avanti
così questa necessità si imporrà, e per prima ai Paesi
mediterranei". Si ripete lo schema di uno scontro a distanza
tra Berlusconi e la Germania guidata dalla cancelliera
Angela Merkel, colpevole di politiche europee "sbagliate":

"Il debito pubblico tedesco è considerato il più sicuro, è
diventato un bene rifugio e la Germania è potuta scendere
dal 3,3% di interessi sul debito, all'1% questo ha creato
una differenza del costo del denaro tra Paesi
insostenibile". Ciò ha portato a una concorrenza tra imprese
sui prezzi falsata dal costo del denaro "che non é più
possibile".

La ricetta del Pdl parte dalla Bce, "vera banca centrale" e
che funzioni come prestatore di ultima istanza per i debiti
sovrani. Una soluzione a cui la Germania si è opposta in
passato, racconta Berlusconi, "anche su questo, di stampare
moneta la Germania si oppose (si oppose anche, nel racconto
del Cavaliere, alla proposta di cambiare la regola della
presidenza semestrale del Consiglio europeo e creare una
difesa comune; Ndr). Si capisce che la Germania, passata
dalla Repubblica di Weimar, abbia timore dell'inflazione".
Ma per Berlusconi l'inflazione sarebbe comunque bassa e
rappresenterebbe "lievito per la crescita".

Nel programma europeo del Pdl, ci sono anche gli euro-bond
e i project-bond, l'elezione diretta del presidente del
Consiglio europeo e della Commissione, l'esclusione delle
spese per investimenti dal Patto di stabilità, la creazione
di un'agenzia di rating europea, che possa sostituire quelle
private, "in odore di affari propri". Insomma, più Europa
non meno, perché "oggi non c'è una vera politica europea".
Berlusconi poi si augura il superamento di "sola austerità
che ha portato al disastro".

L'attacco di Berlusconi alle
istituzioni europee e ai suoi leader è duro: "Mancano oggi
in Europa della forza e del carisma di Mitterrand e di Kohl
(ex presidente della Repubblica francese il primo e ex
cancelliere tedesco il secondo; Ndr).

Sono stati una perdita
Tony Blair, Aznar, Chirac, Schroeder che non sono più membri
del Consiglio europeo. Oggi in Europa ci sono molti
burocrati che arrivano al Consiglio e che si limitano a
leggere una cartuccella preparata dai loro uffici. La
persona più informata, sull'economia, le imprese e il
mercato a quei tavoli ero io". E proprio Blair sarebbe stato
il candidato per Berlusconi alla presidenza del Consiglio,
con Franco Frattini agli esteri, in una revisione della
governance delle istituzioni europee. Ma la proposta non fu
accettata dagli altri partner europei.

Si difende dalle accuse di un ruolo minoritario fra le
cancellerie europee, in particolare rispetto a Mario Monti,
"è una falsità". Rivendica un'amicizia con Obama,
"particolarissima" con Bush e poi con i russi, Medvedev e
Putin, "che mi consente di raggiungere accordi importanti al
telefono e in tempi brevi".

Berlusconi, sollecitato dalle domande dei giornalisti
commenta anche l'incontro che Monti ha avuto con la
cancelliera Merkel, per preparare il vertice europeo della
prossima settimana sul bilancio settennale dell'Unione:
"Sono discussioni che io facevo al telefono, poteva anche
essere evitato". (Public Policy)

LAP

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