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EUROPA, BERSANI AI TEDESCHI: CONVOCHIAMO UN'ASSISE COMUNE SUL FUTURO DELL'UE

05 febbraio 2013

VERSO IL VOTO, BERSANI: MONTI PROMETTE TAGLI? LASCI FAVOLE A BERLUSCONI

(Public Policy) - Roma, 5 feb - "Se il Parlamento italiano e
quello tedesco convocassero un'assise sul futuro
dell'Europa, proponendo una genuina unione politica,
potrebbe essere buon modello per gli altri Paesi". La
proposta la lancia il segretario Pd Pier Luigi Bersani,
durante il suo intervento al German Council on Foreign
Relations, a Berlino.

VERSO IL PRESIDENTE DELL'EUROPA
Per il leader democratico occorre "lavorare per far
eleggere direttamente il rappresentante della politica
estera Ue e unificare la figura del presidente della
Commissione europea con quello del Consiglio. Avremmo già
una prima figura, una sorta di presidente dell'Europa.
Abbiamo il dovere di fare queste scelte con coraggio, sono
convinto di una cosa: o adesso ci proponiamo come chiave di
soluzione concreta dei problemi o l'idea stessa di Europa
verrà messa in discussione dalla crisi".

GLI INTERESSI DELL'ITALIA
"Per l'Italia il massimo interesse nazionale - dice ancora
Bersani - coincide con il proseguimento dell'integrazione.
L'Europa ha allargato i nostri mercati, rappresentando
spesso un vincolo esterno che ci ha obbligato a riforme
necessarie. Oggi lavoriamo per raggiungere l'Europa massima
possibile e non per convivere con quella minima".

I PROBLEMI DELL'EUROPA
Per il leader Pd, che nel pomeriggio incontrerà il ministro
delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble, "non possiamo
nasconderci sul fatto che l'Europa affronta una sfida
esistenziale e ha balbettato di fronte alla crisi. Inoltre
ci sono fenomeni populistici che agitano fantasmi da non
rivivere, come l'Ungheria di Viktor Orbßn (primo ministro,
leader del partito di destra Fidesz; Ndr) o Alba dorata
(neonazisti; Ndr) in Grecia".

LE RESPONSABILITÀ DELL'ITALIA
Anche l'Italia, per Bersani, "ha le sue responsabilità
nella crisi. Non ha approfittato dell'euro sprecando anni
importanti e non facendo le riforme necessarie. Questa
storia la conosciamo tutti e sapete anche bene - ricorda il
leader Pd ai tedeschi - chi guidava in quegli anni l'Italia.
Dopo quella fase populista abbiamo avuto il Governo tecnico
che ha richiesto generosità da parte delle forze politiche
più responsabili".

I PROBLEMI DELL'ITALIA
Anche in fase di risanamento, afferma Bersani, l'Italia
rimane "il terzo contributore netto del bilancio Ue. Ma
siamo arrivati fin qui con un conto pesante, raggiungeremo
il pareggio di bilancio ma oggi abbiamo un avanzo primario
del 4% del Pil e scontiamo un debito risalito oltre il 120%
Pil, con una recessione del 2,5% e la perdita di 700 mila
posti di lavoro. La strada è ancora lunga, crescita ci sarà
forse solo nel 2014. Sappiamo bene di dover garantire
l'impegno per la stabilità, proseguendo e rafforzando il
cammino per le riforme".

COSA SERVE ALL'ITALIA
Innanzitutto, sottolinea Bersani, una "diversa moralità
pubblica. Abbiamo intenzione di ingaggiare le giovani
generazioni per rimettere in moto l'Italia. Serve coraggio
in chi guida, anche di ascoltare la società. Siamo
consapevoli che stabilità e rigore sono necessari".

(leggi le parole di Bersani su una futura alleanza con i montiani)

COSA SERVE ALL'EUROPA
Ma questo non toglie che vanno fatti, per il leader Pd,
grossi passi in avanti per la crescita, partendo dal mercato
unico: "Bisogna completarlo, e chiudere gli accordi di
libero commercio fra Ue e Usa e fra Ue e Mercosur.

Stabilità, rigore e completamento del mercato non sono
sufficienti se non si consente di liberare risorse nazionali
per investimenti concordati con i vertici europei. Bisogna
riconoscere che i vincoli del Patto di stabilità sono
eccessivi".

L'ASSENZA DI DEMOCRAZIA
Per quanto riguarda la democrazia in ambito comunitario,
l'assenza di sovranità su scala europea, per Bersani,
"genera dispersione ed entropia, ripiegamenti nazionali.
Dietro una moneta sola ci deve essere un solo sovrano, non
pensando a un super Stato europeo, ma a un potere federale
democraticamente legittimato e dotato di bilancio, con
risorse proprie e competente sui temi indispensabili come
difesa, ricerca, energia, migrazioni e infrastrutture".
(Public Policy)

GAV

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