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EUROPA, I PROGRAMMI DI RIVOLUZIONE CIVILE, FARE E M5S A CONFRONTO

12 febbraio 2013

(Public Policy) - Roma, 12 feb - Il bilancio Ue 2014-2020 è
stato approvato venerdì, dopo 48 ore di trattative tra i
leader europei. In campagna elettorale le grandi coalizioni,
con in testa Pd, Pdl e montiani, riportano nei loro
programmi proposte per le politiche europee (di cui ieri
abbiamo scritto).

Ma quante volte nei programmi dei partiti che non hanno
aderito alle coalizioni (Rivoluzione civile, Movimento 5
stelle e Fare per Fermare il declino) viene citata l'Europa?
E in che modo?

RIVOLUZIONE CIVILE
Al tema dell'Europa Rivoluzione civile dedica la prima
parte del suo programma: "Contro l'Europa delle oligarchie
economiche e finanziarie". L'unificazione europea "doveva
garantire a oltre 500 milioni di cittadini europei
condizioni di vita migliori.

Le politiche di austerity
volute da Bce, Fondo monetario internazionale e Commissione
europea, hanno invece portato disoccupazione e
smantellamento del welfare".

"Vogliamo - si legge - un Europa che realizzi il benessere
e la giustizia sociale entro i suoi confini. Vogliamo che si
renda autonoma dai poteri finanziari e che si doti di veri
organismi istituzionali democraticamente eletti da tutti i
cittadini dell'Unione".

Ecco in sintesi i nove punti proposti da Rivoluzione civile:

- Trasformazione della Bce in "prestatore di ultima
istanza";
- Istituzione di una "vera" Tobin tax;
- Separazione tra le banche di credito da quelle di
investimento;
- Promozione dell'audit sul debito;
- Rinegoziazione del Fiscal compact;
- Utilizzo delle risorse derivanti dalla lotta
all'evasione, alla corruzione, all'economia illegale
per politiche di sviluppo per diminuire il rapporto tra
debito e Pil;
- Riconversione ecologica dell'economia, a favore delle
attività a basso consumo di risorse ed ad alta intensità
occupazionale;
- Politiche di convergenza fiscale e salariale;
- Creazione di un indicatore del benessere sociale e
ambientale.

M5S E FARE
Il programma del movimento di Beppe Grillo non si occupa
delle politiche europee. L'unica proposta a riguardo, tra le
venti diffuse nei giorni scorsi dal comico genovese,
riguarda la promozione di un referendum per far decidere
agli italiani la permanenza nell'euro.

Stessa cosa per il movimento di Oscar Giannino che non
menziona l'Europa tra le dieci proposte presentate in campagna elettorale.

Sul tema il movimento liberista è
intervenuto così rispondendo (a gennaio) a un questionario
del Corriere della sera sui temi economici: in
quell'occasione Fare ha proposto di attivare, come primo
atto della prossima legislatura, "lo scudo anti spread, cioè
di firmare con l'Europa un memorandum nel quale il governo
italiano si impegni a seguire un percorso di controllo della
finanza pubblica e in cambio la Bce compri, sul mercato,
titoli di Stato italiani, così tenendo bassi i tassi
d'interesse". (Public Policy)

SOR

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