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EUROPARLAMENTO, VIA LIBERA ALLE NUOVE REGOLE PER LE AGENZIE DI RATING

16 gennaio 2013

(Public Policy) - Roma, 16 gen - Il Parlamento europeo ha
dato oggi il via libera ad una nuova regolamentazione per le
agenzie di rating. "Sono regole - dice l'eurodeputato e
negoziatore per l'Europarlamento Leonardo Domenici (Pd, ex
sindaco di Firenze) - che vanno nella giusta direzione.

Negli anni recenti, investitori e Stati membri hanno fatto
eccessivo affidamento sulle valutazioni delle agenzie di
rating. In alcune occasioni, i loro giudizi improvvisi hanno
portato a speculazione dannosa sui mercati finanziari, che
ha anche aggravato la crisi dell'Eurozona".

A COSA SERVONO LE NUOVE REGOLE?
"Un obiettivo - si legge ancora - è quello di ridurre
l'importanza delle valutazioni delle agenzie di rating. Gli
istituti di credito e le società d'investimento dovranno
stabilire internamente delle procedure per valutare i propri
rischi d'insolvenza. Mentre gli emittenti di prodotti
finanziari strutturati dovranno richiedere il rating almeno
a due agenzie, cambiandole ogni 4 anni.

SUL DEBITO SOVRANO
"Ci saranno - si legge nel sito dell'Europarlamento - più
regole su quando le agenzie di rating potranno pubblicare le
proprie valutazioni e su quali basi esprimeranno i propri
giudizi relativi al debito sovrano. Le regole stabilirebbero
inoltre che, per promuovere pratiche di rating trasparenti,
alle agenzie sarà richiesto di illustrare gli elementi
chiave che le hanno portate a stabilire un rating e di
astenersi da qualsiasi raccomandazione - diretta o esplicita
- sulle politiche sul debito sovrano".

Secondo la proposta "i conflitti d'interesse dovranno anche
sparire. Le nuove regole vietano agli azionisti delle
agenzie con 10% o più del capitale o con il diritto di voto
di un'agenzia, non sarà più autorizzato a detenere più del
10% dell'ente valutato. Per rendere le agenzie di rating più
responsabili, le nuove regole permetterebbero agli
investitori di richiedere i danni per i rating che si
rivelano infondati e danneggiano i propri interessi".
(Public Policy)

GAV

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