Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Europee, Udc e Popolari Per l'Italia presentano la lista comune

legge elettorale 19 marzo 2014

ROMA (Public Policy) - Popolari per l'Italia e Unione di centro presentano una lista comune per le elezioni europee di fine maggio. L'iniziativa, ufficializzata nella sala stampa di Montecitorio, punta a realizzare una forte accelerazione nel percorso di integrazione politica, economica, diplomatica grazie a un robusto ancoraggio al Ppe. Nel simbolo campeggia l'effigie tradizionale dell'Udc solcata in alto da una fascia tricolore con il nome della formazione guidata da Mario Mauro.

È l'ex responsabile della difesa - che a margine della conferenza esprime un giudizio molto critico sul programma di riduzione degli F-35 preannunciato dal governo - a illustrare i tratti distintivi dell'alleanza politico-elettorale. Un progetto, spiega, che si richiama all'Ue democratico-cristiana, "garanzia di pace e sviluppo per decenni, baluardo contro i totalitarismi di ogni colore, antidoto verso il risorgere dei nazionalismi. E che per tale ragione vuole essere alternativo alla visione del Partito socialista europeo legato al primato della spesa pubblica, così come all'Europa delle patrie che ha generato soltanto populismi".

Il vero problema che a giudizio di Mauro affligge il Vecchio Continente non risiede tanto nell'austerità finanziaria propugnata dalla Germania di Angela Merkel, "fermamente intenzionata a realizzare un'Europa dei popoli al di là delle deformazioni caricaturali che ne vengono offerte". Ma è nel "deficit di democrazia presente nelle istituzioni comunitarie". E per questo motivo l'imperativo "è proseguire con convinzione nel percorso di unificazione politica, nel solco della prospettiva indicata dai padri fondatori popolari che volevano mettere in comune tutte le competenze fondamentali".

Terreno che può coinvolgere lo stesso debito sovrano tramite la proposta di adozione degli Eurobond, "valido strumento per una cogestione responsabile dei bilanci degli Stati membri". L'iniziativa popolare per ora è ristretta a due forze. Si sono rivelati vani fino ad oggi i tentativi per allargarne i confini a forze di comune ispirazione, a partire dal Nuovo centrodestra di Angelino Alfano e Centro democratico di Bruno Tabacci. È il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa a spiegare come "le porte siano sempre aperte a formazioni affini per costruire un'unica grande realtà popolare competitiva con i socialisti europei". Ma le risposte positive attese dai gruppi popolari e liberali non sono arrivate. (Public Policy)

EDP

© Riproduzione riservata