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FAMIGLIA, SULLA RIFORMA ISEE LE COMMISSIONI NON SI SONO ANCORA PRONUNCIATE

franceschi 23 luglio 2013

FAMIGLIA, SULLA RIFORMA ISEE LE COMMISSIONI NON SI SONO ANCORA PRONUNCIATE

(Public Policy) - Roma, 23 lug - Approda nelle commissioni
Bilancio, Affari Sociali e Finanze della Camera e alle
commissioni Bilancio, Finanze, Lavoro e Previdenza sociale e
Affari costituzionali del Senato lo schema di decreto del
presidente del Consiglio dei ministri che riforma l'Isee,
l'Indicatore della situazione economica equivalente.

Trattandosi di un atto di governo sottoposto a parere delle
commissioni competenti parlamentari, il decreto è stato
trasmesso dal ministro per i Rapporti con il Parlamento
Dario Franceschini alle due Camere. La riforma era stata
prevista nell'articolo 5 del decreto legge Salva Italia
201/11.

L'ITER PARLAMENTARE
Le commissioni hanno tempo fino a fine luglio per
esprimersi. Ma finora nessuna ha cominciato a trattare il
decreto. La commissione Bilancio della Camera avrebbe dovuto
farlo entro il 22 ma il sovraccarico di lavoro sul dl fare
ha impedito l'esame di ogni altro provvedimento. Le
commissioni Finanze e Affari Sociali hanno invece tempo fino
al 31 luglio.

Stesso termine per le commissioni riunite di Palazzo
Madama: Finanze e Lavoro possono esprimersi entro il 31
luglio, Affari costituzionali e Bilancio entro il 25 luglio.

A esprimersi invece sono state la Corte dei Conti e la
Conferenza Unificata. In particolare il parere della
Conferenza è stato ottenuto dopo che la Corte Costituzionale
aveva giudicato illegittimo l'articolo 5 del decreto legge
perché non aveva previsto il parere della Conferenza. In tal
modo le Regioni, le Province e i Comuni, e l'Anci hanno
potuto pronunciarsi e far apportare dal ministero del Lavoro
i richiesti cambiamenti al decreto per poi firmare il 'via
libera'.

COSA PREVEDE LA RIFORMA
Sono molte le novità introdotte nel nuovo regolamento per
la definizione dei criteri dell'Isee. Particolarmente usato
in Italia, il modello Isee viene presentato da milioni di
italiani e non per ottenere sgravi o esenzioni sugli asili
nido, assistenza domiciliare, diritto allo studio, libri di
testo gratuiti, assegni di maternità, assegni per i nuclei
familiari con più di tre figli. Il cuore della riforma sta
nell'inclusione "dei redditi esenti d'imposta nel calcolo",
secondo quanto recita l'articolo 5 del Salva Italia.

La modifica tiene conto delle quote di patrimonio e di reddito
dei diversi componenti della famiglia nonché dei pesi dei carichi
familiari, in particolare dei figli successivi al secondo e
di persone disabili a carico dell'Indicatore, "valorizzando
in misura maggiore la componente patrimoniale sita sia in
Italia sia all'estero, al netto del debito residuo per
l'acquisto della stessa e tenuto conto delle imposte
relative; permettere una differenziazione dell'Indicatore
per le diverse tipologie di prestazioni".

Questo per individuare agevolazioni fiscali, evitare gli
abusi attraverso il potenziamento dei controlli. In sostanza
nel calcolo Iseee entreranno oltre ai redditi Irpef e
patrimonio immobiliare e immobiliare, anche le rendite
catastali per l'Imu ricalcolate secondo le nuove
valutazioni, le detrazioni, i sussidi, i redditi di
locazione sottoposti a cedolare secca, le pensioni sociali,
gli assegni familiari, gli sconti, le indennità di
accompagnamento.

Secondo gli operatori di settore, l'Indicatore si farà più
severo e con i nuovi parametri molte famiglie risulteranno
più ricche e conseguentemente perderanno le agevolazioni.
Tra le novità anche l'inserimento di misure per i disabili,
specificando tra disabilità grave, medio grave e non
autosufficienza. Maggiori sgravi anche per le famiglie
numerose. I controlli saranno rafforzati e faranno capo
all'Agenzia delle Entrate.

PREOCCUPAZIONI DEL TERZO SETTORE
La riforma che per entrare in vigore dovrà terminare il suo
iter parlamentare, tornare a Palazzo Chigi per il definitivo
via libera ed essere poi pubblicata sulla Gazzetta
Ufficiale, ha destato notevoli preoccupazioni soprattutto
nel terzo settore e tra le associazioni che si occupano di
disabilità. (Public Policy)

SAF

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