Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

FASCISMO, POLILLO SULL'HUFFPOST: FU UN PROGETTO DI MODERNIZZAZIONE

08 marzo 2013

(Public Policy) - Roma, 8 mar - Il fascismo fu
"l'inserimento passivo del popolo italiano in un progetto di
modernizzazione complessiva dello Stato e della società. Una
rivoluzione dall'alto: si direbbe oggi. Attuata -
aggiungiamo noi - in forme antidemocratiche. C'erano altri
progetti in campo? Quello socialista, che poteva essere
un'alternativa, naufragò nel contrasto tra riformisti e
massimalisti. Mentre il Partito comunista, costituitosi nel
1921, sceglieva la strada indicata dallo straniero".

Il sottosegretario all'Economia Gianfranco Polillo torna a
parlare di fascismo (dopo le parole di qualche giorno fa:
"Il fascismo fece cose buone fino al '35", che ricalcavano
quelle della neocapogruppo alla Camera del M5s Roberta
Lombardi) e lo fa con un post sul suo blog sull'Huffington
Post.

"Mantenne le promesse sul terreno della modernizzazione? -
continua Polillo - Basti guardare all'epoca più recente:
welfare, forma partito (poi copiata dal Pci), costituzione
della Banca d'Italia, nascita dell'Iri come variante
italiana del keynesismo, grandi opere pubbliche e via
dicendo. Non furono progetti elaborati dai fascisti, ma
realizzati da uomini come Beneduce. Esponenti nittiani di
formazione socialista. A dimostrazione di quanta attenzione
il regime dedicò al mantenimento del consenso. Che non fu
solo repressione, anche se questa - vedi il caso Gramsci o
Matteotti - ovviamente non mancò".

"C'era una strada diversa, più democratica da seguire? Si
può forse ipotizzare - continua Polillo - ma non dimostrare.
Una sorta di controprova poteva essere quella del fronte
popolare francese: il capolavoro tattico di Maurice Thorez,
il capo indiscusso dei comunisti francesi. Leon Blum divenne
presidente del Consiglio nel 1936. E restò in carica nei
successivi due anni, prima di cedere il potere a Eduard
Deladier".

"Furono messe in campo grandi riforme sociali, tra le quali
la riduzione dell'orario di lavoro. La conseguenza fu la
svalutazione del franco e la fine di quell'esperimento. I
tempi non erano maturi. La modernizzazione richiedeva il
sacrificio di altri valori: soprattutto una partecipazione
solo passiva delle masse. Poi il tragico epilogo della
guerra. Ma queste furono le contraddizioni che il franchismo
seppe evitare, mentre il fascismo ne fu, al tempo stesso,
artefice e vittima", conclude il sottosegretario. (Public
Policy)

GAV

© Riproduzione riservata