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Federdistribuzione e gli orari dei negozi: no a restrizioni

commercio 03 luglio 2015

ROMA (Public Policy) - "Una restrizione della liberalizzazione sugli orari di apertura avrebbe effetti negativi, che peggiorerebbero il servizio offerto ai consumatori. Inoltre meno giornate di apertura significano meno ore lavorate e quindi meno salari distribuiti e minor bisogno di collaboratori da parte dei punti vendita".

Lo hanno detto rappresentanti di Federdistribuzione, in audizione in commissione Industria al Senato sulla pdl Orari negozi.

"Secondo un'indagine condotta da Ispo a ottobre 2014 il 67% della popolazione maggiorenne - hanno aggiunto - era favorevole alle aperture domenicali (l'82% nei giovani). In base ai risultati di un'indagine Nielsen condotta nel mese di luglio del 2014 il 75% dei responsabili d'acquisto nelle famiglie italiane ritiene utile l'apertura di ipermercati, supermercati e discount la domenica e nei giorni festivi".

"La liberalizzazione degli orari - hanno proseguito i rappresentanti di Federdistribuzione - ha contribuito a sostenere i consumi, che altrimenti avrebbero manifestato una dinamica ancora peggiore di quella testimoniata dall'Istat. Il 95% delle aziende associate a Federdistribuzione dichiara che le aperture domenicali sono state di sostegno ai fatturati. La liberalizzazione degli orari, anche laddove non ha portato nuove assunzioni, è servita a sostenere l'occupazione esistente, minacciata dalla gravità della crisi tutt'ora in corso".

"Il lavoro domenicale e festivo - hanno concluso -secondo il Ccnl, è remunerato con una maggiorazione del 30% rispetto al salario abituale, maggiorazione che può salire con la negoziazione integrativa aziendale. Il 40% di chi lavora la domenica e nei giorni festivi lo fa su base volontaria. Non è la liberalizzazione degli orari ad avere impatti negativi sulla distribuzione tradizionale, ma è la crisi".(Public Policy) VIC

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