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FEMMINICIDIO, PUGLISI (PD): BISOGNA FARE PRESTO, ORMAI È UN'EMERGENZA

donne pensioni 17 giugno 2013

FEMMINICIDIO, PUGLISI (PD): BISOGNA FARE PRESTO, ORMAI È UN'EMERGENZA

Domani alle 16,30 l'aula del Senato continuerà la discussione,
del disegno di legge di ratifica ed esecuzione della Convenzione
di Istanbul sulla prevenzione e lotta alla violenza contro le donne,
già approvato dalla Camera

(Public Policy) - Roma, 14 giu - "Non servono grandi idee ma
fondi, per finanziare le campagne di prevenzione dentro le
scuole e attraverso i media, e per i centri antiviolenza.
Inoltre serve un'opera legislativa veloce". Così la
senatrice Francesca Puglisi, Pd, presenta la sua iniziativa
legislativa, il ddl 724: "Disposizioni per la promozione
della soggettività femminile e per il contrasto al
femminicidio" assegnato alla commissione Giustizia e che
dovrebbe essere calendarizzata "questa settimana, massimo
dieci giorni".

Dal ddl è stata scorporata la ratifica della Convenzione di
Istanbul, già istradata alla Camera e su cui si esprimerà
con il voto definitivo l'Aula del Senato questa settimana.
"Per velocizzare la procedura di ratifica,l'abbiamo
scorporata così è stato necessario solo il passaggio in
commissione Esteri" commenta Puglisi.

IL TESTO DEL DDL
Il ddl è formato da 34 articoli che vanno dall'istituzione
di un Osservatorio contro la violenza per la raccolta di
dati statistici, a un codice deontologico per i media, alla
creazione di nuclei specializzati nelle Asl e negli ospedali
per l'assistenza alle vittime di violenza domestica. Ma c'è
anche altro: "L'introduzione di aggravanti per il
femminicidio e nei casi di violenza assistita da minori.

C'è un piano di prevenzione attraverso il rafforzamento dei
centri antiviolenza (ce ne sono troppo pochi in Italia, solo
500 ma ce ne dovrebbero essere oltre 5 mila), e la creazione
sui territori di pool antiviolenza costituiti dalle
istituzioni locali, dalle forze dell'ordine, dalle Asl, dei
centri dalle forze del volontariato e consigliere di parità"
spiega Puglisi che aggiunge: "Dove ci sono questi pool e
dove sono presenti le case delle donne, lo dice il rapporto
ombra sulla Cedaw, le denunce aumentano, le donne sono
incoraggiate e accolte".

Ci sono poi azioni in ambito lavorativo, "per favorire lo
spostamento o il cambio degli orari di lavoro" delle vittime
e la promozione di campagne informative nelle scuole: "Oggi
le donne sono cambiate, è cambiata la libertà femminile -
continua la senatrice Pd - i ragazzi hanno bisogno di
apprendere un nuovo alfabeto delle relazioni della
differenza. In un Paese in cui le donne sono oggetti di
stereotipi, viste come l'angelo del focolare od oggetto
sessuale, spesso è di fronte alla libertà e alla nuova
soggettività delle donne che gli uomini non sapendo come
relazionarsi agiscono con violenza".

COPERTURA FINANZIARIA
Per Puglisi, "occorre assolutamente dare certezze di
finanziamento ai centri". Le spese della nuova legge sono
calcolate in 85 milioni di euro l'anno. Il ddl stabilisce
che siano coperte attingendo al fondo alimentato dai beni
sequestrati alla criminalità e che ci sia un taglio lineare
delle "spese di funzionamento alle missioni di spesa" di
ciascun ministero di 55 milioni all'anno dal 2014. Inoltre,
viene ridotta la spesa corrente per ciascun ministero di 30
milioni all'anno dal 2014.

LE ALTRE AZIONI ALLA CAMERA E DEL GOVERNO
Sono in corso diverse iniziative sul problema della
violenza di genere da parte del Governo e del Parlamento.
L'Esecutivo questa settimana parte con la task force
interministeriale mentre alla Camera in commissione
Giustizia è già partita un'indagine conoscitiva.

Come si coordina la vostra iniziativa con le altre? "Alcune
azioni, come la creazione di un osservatorio della violenza
possono già diventare azioni del governo senza aver bisogno
di una legge, la legge lo rafforzerebbe. Ben venga se anche
la task force ministeriale decide di attingere da questo
testo di legge che si ispira alle convenzioni internazionali
(Cedaw; Ndr)". Con la Camera invece "noi partiamo con la
legge, poi ovviamente i percorsi si integrano. Alla Camera
la legge può essere ulteriormente implementata da ciò che
emergerà dall'indagine conoscitiva che stanno facendo".

Intanto al Senato, una volta calendarizzata si procederà con
le audizioni, "con le associazioni femminili, le
responsabili dei centri antiviolenza, le forze dell'ordine e
quante più persone possibili per continuare a migliorare il
testo se ce ne fosse bisogno".

LA COMMISSIONE D'INCHIESTA
Al Senato si discute anche di una commissione d'inchiesta
sulla violenza, d'iniziativa della vicepresidente Valeria
Fedeli (Pd) ma non ci sono al momento ancora 'atti formali':
"La stiamo sostenendo, in questo momento più sono le idee
che vengono messe in campo meglio è. Servono atti concreti
per fermare quello che nel nostro Paese sta diventando una
vera e propria emergenza" conclude Puglisi. (Public Policy)

LAP

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