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Ferrovie, Istituto Bruno Leoni: in 20 anni spesi 207 mld

ferrovie 12 marzo 2014

ROMA (Public Policy) - Lo Stato italiano ha speso tra il 1992 e il 2012 oltre 207 miliardi di euro di soldi pubblici per il trasporto ferroviario. Se l'efficienza ferroviaria fosse stata la stessa di altri Paesi europei, a parità di servizio i contribuenti italiani avrebbero potuto spendere circa la metà.

Sono queste le principali conclusioni dello studio "L'alta velocità della spesa pubblica ferroviaria" dell'Istituto Bruno Leoni firmato da Ugo Arrigo, docente di finanza pubblica all'Università Bicocca di Milano, e Giacomo Di Foggia, assegnista di ricerca e docente di Economia politica dello stesso ateneo.

LE SPESE ITALIANE
La spesa pubblica ferroviaria dell'Italia nei 21 anni trascorsi dalla trasformazione di Ferrovie dello Stato in società per azioni (1992-2012) è stata di 207,7 miliardi di euro, di cui 84,8 di parte corrente e 122,8 in conto capitale, ricostruiti sommando i dati storici, senza alcuna rivalutazione monetaria. Si tratta di 9,9 miliardi di euro annui. Nel 2012 (ultimo dato disponibile) l'esborso a carico della finanza pubblica è stato di 7,6 miliardi, in colo rispetto alla media degli ultimi 21 anni, ma in crescita rispetto ai 6,5 miliardi del 2011 e ai 5,8 del 2010.

LA SPESA DEGLI ALTRI PAESI EUROPEI
Negli stessi 21 anni la spesa ferroviaria francese è stata di 153,6 miliardi, considerando che il settore transalpino è doppio rispetto a quello italiano, sia per infrastrutture che per livello di trasporto passeggeri. L'esborso britannico è stato di soli 69,3 miliardi, un terzo di quello italiano a parità di lunghezza di rete e di traffico trasportato. Il dato tedesco (che fa riferimento al periodo 2002-2010) è di 88 miliardi (per lo stesso intervallo temporale in Italia ne sono stati spesi 85). Bisogna considerare che il settore tedesco è due volte e mezzo quello italiano.

CONCLUSIONI
Il confronto con gli altri maggiori Paesi dimostra - si legge nel report - che l'attuale sussidio erogato alle ferrovie sia doppio rispetto allo standard medio europeo mentre quello complessivamente corrisposto nel periodo 1992-2012 sia stato triplo. Due terzi della spesa pubblica totale italiana per le ferrovie sarebbero potuti essere, in conseguenza, risparmiati seguendo scelte di erogazione simili agli altri Paesi.

Con standard di sussidio britannici, infatti, calcolati sulla base della dimensione della rete e del traffico, i trasferimenti totali dello scorso anno sarebbero dovuti essere pari a 3,3 miliardi, con standard francesi a 4,6 e con quelli tedeschi e svedesi a 3,6. Prendendo la media dei dati precedenti, l'esborso italiano sarebbe dovuto essere di 3,8 miliardi, esattamente la metà rispetto quelli registrati nell'ultimo anno disponibile (il 2012).

SOLDI SPEDI PER COSA?
"L'alta spesa ferroviaria italiana non può trovare giustificazione in maggiori investimenti nelle linee ad alta velocità", scrivono gli autori del report. Dal 1992 ad oggi sono stati costruiti e messi in esercizio 700 km di nuove linee ad alta velocità, mentre in Germania più di 1.200 e in Francia 1.600. L'esborso non trova motivo nemmeno nella crescita di livelli di traffico, dato che questi si sono perfino ridotti: dal 1992 i passeggeri/km sono diminuiti del 16%, mentre sono cresciuti del 39% in Germania e del 45% in Gran Bretagna. (Public Policy)

FRA

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