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Finanziamento partiti, circa 180 emendamenti in I commissione

legge elettorale 15 gennaio 2014

ROMA (Public Policy) - La commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama dovrà esaminare tra 170 e 180 emendamenti al provvedimento presentato dal governo sul finanziamento dei partiti. A tanto ammontano le proposte di modifica del disegno di conversione in legge del decreto legge 28 dicembre 2013 n. 149, riguardante l'abrogazione dei contributi pubblici diretti alle formazioni politiche, la loro trasparenza e democraticità, e le regole sui versamenti volontari fiscalmente agevolati.

Provvedimento che ricalca alla lettera il disegno di legge promosso dall'esecutivo, approvato in prima lettura dalla Camera nel 2013. E che, esaminato congiuntamente con altri nove progetti di iniziativa parlamentare, è divenuto il testo cardine con relatore Alessandro Maran di Scelta civica.

LE LINEE-GUIDA DEL PROVVEDIMENTO GOVERNATIVO
L'obiettivo primario del decreto legge, fissato nell'articolo 1, è giungere al superamento entro il 2017 dei contributi statali ai partiti erogati nella forma di rimborsi elettorali. Gli articoli da 10 a 13 prefigurano la contribuzione volontaria e indiretta ai gruppi: definiscono i requisiti necessari per l'accesso alle donazioni private che godono di considerevoli sgravi tributari rispetto alle organizzazioni no profit, e riconoscono a ogni contribuente la facoltà di destinare il 2 per mille dell'Irpef a favore di una forza politica. Gli articoli da 2 a 9 fissano i fondamenti di trasparenza e democraticità legati alla natura giuridica dei partiti politici, alla forma e al contenuto del loro statuto, alla pubblicità dei rendiconti e controlli contabili.

IL PERCORSO A PALAZZO MADAMA
Avviato il 7 gennaio 2014 in I commissione al Senato, il provvedimento governativo ha superato il primo ostacolo grazie al voto favorevole sui requisiti costituzionali di necessità e urgenza. Approvazione ottenuta con il consenso di quasi tutti i gruppi, persuasi che il decreto legge rappresenti un atto tempestivo e doveroso per fornire un segnale all'opinione pubblica, contribuire alla riduzione delle spese statali, applicare le nuove regole sui versamenti volontari in tempo utile con le scadenze fiscali.

Unica eccezione gli esponenti del Movimento 5 stelle, per i quali il progetto rinvia l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, trasforma la contribuzione diretta in contributi indiretti, non obbliga i gruppi a restituire le risorse finora illegittimamente percepite, non prevede versamenti esclusivamente volontari.

LE POSIZIONI ALL'INTERNO DEL PD
Finora la discussione generale sul provvedimento ha visto protagonisti i parlamentari del Partito democratico. Che nei loro interventi rispecchiano un panorama articolato di tesi e proposte. Giorgio Pagliari condivide la ratio del decreto legge e apprezza la fissazione di un limite massimo all'importo dei contributi spontanei, "valido scudo verso indebite forme di condizionamento dell'attività politica". Fra i punti critici mette in rilievo la possibilità di detrazione fiscale solo per i versamenti elevati, "discriminatoria nei confronti dei contribuenti con minori possibilità economiche". E gli sgravi delle spese legate a corsi di formazione politica.

Ugo Sposetti conferma la storica preferenza per le sovvenzioni statali ai partiti, e condanna "un complesso meccanismo di contribuzioni pubbliche orientate dai privati in ragione delle rispettive capacità economiche, così diverse da determinare effetti assai distorsivi". Molto più limpido a suo giudizio il modello tedesco fondato sulla fiscalità generale, sul riconoscimento giuridico delle formazioni politiche e sul finanziamento diretto di gruppi e fondazioni, o quello anglo-americano che rimuove ogni sussidio specifico per i partiti politici assimilandoli alle organizzazioni private senza scopo di lucro.

Isabella De Monte, vicina al segretario Matteo Renzi, appare la più favorevole al provvedimento dell'esecutivo, "soprattutto nel clima di crisi che impone un contenimento della spesa pubblica". E preannuncia un emendamento per equiparare gli sgravi fiscali per le erogazioni ai partiti a quelli per i contributi a favore delle associazioni di volontariato. (Public Policy)

EDP

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