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Finanziamento partiti, da FI emendamenti a garanzia trasparenza fondi privati

forza italia 23 gennaio 2014

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ROMA (Public Policy) - Un meccanismo che guarda all'esperienza statunitense di finanziamento delle forze politiche. Fondato su una grande libertà nelle erogazioni compiute dai cittadini e sul massimo rigore nel garantire la trasparenza dei contributi privati. È il risultato che produrrebbe l'approvazione del pacchetto di emendamenti promosso dai senatori di Forza Italia al decreto legge governativo che introduce nuove regole e strumenti per i contributi economici fiscalmente agevolati a favore dei partiti.

TETTI E CANALI PER I VERSAMENTI VOLONTARI
La formazione guidata da Silvio Berlusconi punta, grazie a un emendamento proposto da Donato Bruno e Anna Maria Bernini, a elevare dai 300mila euro previsti dal progetto di Palazzo Chigi a 500mila euro il limite consentito per i contributi privati alle forze politiche. Le elargizioni annuali pari o superiori a mille euro "devono essere effettuate mediante bonifici, assegni bancari o postali, assegni circolari o vaglia postali, tutti non trasferibili". Autorizzato l'utilizzo di strumenti finanziari elettronici "in grado di garantire la tracciabilità delle operazioni e l'identificazione dei loro titolari".

LE SANZIONI A GARANZIA DELLA TRASPARENZA
I rappresentanti legali dei partiti, scrivono gli estensori, sono obbligati a trasmettere alla Presidenza della Camera dei deputati, entro tre mesi dalla percezione delle somme, l'elenco dei soggetti che hanno versato contributi superiori a 5mila euro e la relativa documentazione contabile. E il 31 marzo devono presentare un prospetto riepilogativo dei finanziamenti ricevuti nell'anno precedente. L'inadempienza di tale prescrizione o la comunicazione di somme inferiori al vero è punita con una multa da 2 a 6 volte l'ammontare non dichiarato e con la pena accessoria dell'interdizione temporanea dai pubblici uffici.

Tutti i cittadini iscritti nelle liste per l'elezione della Camera dei deputati, si legge nel documento, hanno diritto di conoscere con facilità l'elenco dei finanziatori dei partiti per un'entità superiore a 5mila euro annui. Il responsabile di un'azienda che versi a una forza politica in un anno una cifra per oltre mille euro, attraverso canali opachi e senza iscrivere a bilancio la somma elargita, è punito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni e con una multa fino al triplo del denaro erogato. Stessa sanzione si applica nei confronti del rappresentante legale del partito che abbia ricevuto i "finanziamenti occulti" o non abbia registrato ufficialmente il contributo. (Public Policy)

EDP

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