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Finanziamento partiti, M5s: stop ai fondi pubblici e restituzione dei rimborsi

m5s grillo 23 gennaio 2014

ROMA (Public Policy) - Abrogazione immediata del finanziamento pubblico dei partiti e restituzione di tutti i rimborsi elettorali ricevuti dalle forze politiche a partire dal 1999. È la filosofia ispiratrice del corposo pacchetto di emendamenti presentati dal Movimento cinque stelle al decreto legge governativo sul finanziamento ai partiti giunto all'esame della commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama.

E che ha iniziato a vagliare le proposte di modifica avanzate da tutti i gruppi parlamentari. Non prima di aver nominato un nuovo relatore del testo, viste le dimissioni annunciate dall'esponente di Scelta Civica Alessandro Maran (Sc), che ha rinunciato all'incarico in aperta polemica contro il trattamento a suo giudizio sprezzante riservato dal segretario Pd Matteo Renzi alle iniziative della formazione creata da Mario Monti. Il nuovo relatore sarà così la renziana Isabella De Monte (Pd).

L'ARCHITRAVE DELLE PROPOSTE PENTASTELLATE
La rimozione integrale del rimborso spese per le consultazioni elettorali e dei contributi pubblici a favore dei partiti costituiscono il cuore degli emendamenti Cinque Stelle. L'altro pilastro è la restituzione completa delle risorse percepite fino a oggi. Fondi che, si legge, vanno destinati al fondo di garanzia per le piccole e medie imprese. Per i gruppi che rifiutano di farlo è prevista la confisca delle somme ottenute. È prevista in via subordinata la facoltà per la Corte dei Conti di verificare la corrispondenza tra risorse percepite dai partiti e quelle effettivamente spese per scopi elettorali. Se i giudici contabili riscontrano difformità, possono imporre il sequestro dei fondi.

SELEZIONE OBBLIGATORIA DEI CANDIDATI ALLE CARICHE PUBBLICHE
Gli esponenti della formazione animata da Beppe Grillo puntano ad assicurare la partecipazione alle competizioni elettorali anche a movimenti o gruppi politici che non intendano avvalersi delle disposizioni del decreto legge governativo. "Ma tutte le forze che vogliono presentarsi al voto, entro 5 mesi dalla scadenza del termine per la presentazione delle candidature, devono promuovere elezioni interne per la selezione dei propri rappresentanti attraverso un regolamento da pubblicare sul proprio sito internet. L'organo di partito competente provvede a comunicare ai cittadini le sedi, la data, le modalità di svolgimento delle selezioni, mediante pubblicazione anche nel portale del Ministero dell'Interno". La mancata osservanza di queste procedure costituisce causa di incandidabilità.

CONTROLLI E TRASPARENZA DEI BILANCI
Gli emendamenti messi a punto dal M5S prevedono provvedimenti sanzionatori per le società di revisione incaricate del controllo e gestione contabile di partiti e movimenti politici. Nell'eventualità di irregolarità la pena pecuniaria oscilla fra 3mila e 500mila euro mentre la sospensione dall'attività professionale arriva a 10 anni. Se vengono compiuti illeciti più gravi, l'importo è pari al 5 per cento del fatturato della società di revisione. Per i gruppi politici che concorrono a commettere tali reati è irrogata una multa variabile tra 20mila e 2 milioni di euro.

TETTO MASSIMO E SGRAVI PER LE DONAZIONI
Altro punto cardine delle proposte di modifica dei parlamentari Cinque Stelle è la fissazione di un tetto massimo rigoroso per i versamenti volontari dei cittadini alle forze politiche. Al contrario del progetto governativo che prevede un limite di 300mila euro per le donazioni annue effettuate da persone fisiche e giuridiche, i penta-stellati indicano in 10mila euro la cifra che non può essere oltrepassata. Le erogazioni liberali "devono essere compiute tramite banca, ufficio postale, carte di credito o debito per garantire la tracciabilità del contributo e l'identità soggettiva e reddituale del suo autore". L'entità della detrazione fiscale per i versamenti volontari è pari al 19 % delle somme comprese tra 1 e 10mila euro. Nessuno sgravio è previsto per le cifre superiori. Le somme stanziate con la destinazione volontaria del 2 per mille dell'Irpef che non vengono utilizzate entro l'anno fiscale sono assegnate al fondo di garanzia per le piccole e medie imprese.(Public Policy)

EDP

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