Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Finanziamento partiti, Sel: sgravi sul 2 per mille anche a forze extraparlamentari

finanziamento partiti 19 febbraio 2014

ROMA (Public Policy) - Il decreto legge governativo riguardante le nuove regole sui contributi economici volontari a favore delle forze politiche - esaminato, emendato e approvato dal Senato e trasmesso alla Camera dei deputati che inizia oggi il suo esame in Aula - prevede robuste agevolazioni fiscali e la facoltà, a partire dal 2014, di destinare ai partiti la quota del 2 per mille del reddito pro-capite soggetto all'Irpef.

Tale regime di vantaggio è riconosciuto a tutte le formazioni costituite alla data di entrata in vigore del decreto legge e dotate di una rappresentanza parlamentare in Italia o nell'Assemblea di Strasburgo, nonché ai soggetti cui dichiari di far riferimento un gruppo parlamentare presente in almeno una delle Camere o una componente del Gruppo misto. Possono accedere ai benefici tributari per le erogazioni liberali e alla ripartizione del 2 per mille Irpef anche i soggetti che abbiano partecipato a una competizione elettorale nazionale, europea, regionale e nelle Province autonome di Trento e Bolzano, o mediante una lista comune di candidati con altre formazioni, riportando almeno un candidato eletto.

Vengono pertanto escluse dalle detrazioni fiscali sui contributi volontari e dalla destinazione del 2 per mille Irpef le forze politiche non più presenti a Montecitorio, a Palazzo Madama e nel Parlamento europeo. Tra di esse spiccano i Radicali, promotori nel 1978 e nel 1993 del referendum per l'abrogazione del finanziamento pubblico dei partiti. Ma nel futuro, grazie alle elevate soglie di sbarramento previste nel meccanismo di voto europeo e nel testo di riforma elettorale approdato a Montecitorio, potrebbero essere penalizzate tutte le formazioni oggi presenti in Parlamento ad eccezione di Pd, M5s, Forza Italia.

È per questa ragione che il rappresentante di Sel Sergio Boccadutri ha presentato un emendamento all'articolo 10 del testo, che punta a rimuovere "un'ingiusta discriminazione", permettendo ai gruppi politici esterni alle istituzioni elettive nazionali e comunitarie di beneficiare degli sgravi fiscali per le erogazioni liberali e di accedere alla ripartizione del 2 per mille Irpef.(Public Policy)

EDP

© Riproduzione riservata