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Finanziamento partiti, sale a 30mila euro il tetto per la detrazione del 26%

finanziamento 12 febbraio 2014

ROMA (Public Policy) - Elevato a 30mila euro il limite massimo previsto per accedere agli sgravi fiscali del 26 per cento sui versamenti volontari compiuti a favore delle formazioni politiche. È la novità più importante introdotta dall'Aula di Palazzo Madama nel corso delle votazioni sugli emendamenti al decreto legge governativo, emendato dalla commissione Affari costituzionali, che abroga nell'arco di tre anni il finanziamento pubblico diretto nonché i rimborsi elettorali e introduce nuove regole per i contributi volontari fiscalmente agevolati a vantaggio dei partiti.

A partire dalla facoltà, prevista già nel 2014, della destinazione della quota del 2 per mille del reddito pro-capite soggetto all'Irpef. Il testo base approvato dalla commissione Affari costituzionali viene per il resto confermato, grazie a una lunga serie di scrutini su cui Partito democratico, Scleta civica, Nuovo centrodestra, Per l'Italia, Autonomisti e Lega Nord si sono mostrati compatti.

Altro punto di rilievo, adottato con un emendamento dell'ultima ora della relatrice Isabella De Monte, riguarda la necessità dell'autorizzazione preventiva alla pubblicazione online dei dati personali dei cittadini che versano alle forze politiche somme superiori a 5mila euro. Previsione ritenuta dai parlamentari del M5S in palese contraddizione con gli obiettivi di assoluta trasparenza dei finanziatori rivendicati dai promotori del provvedimento. L'esame delle proposte di modifica è quasi terminato.

Nella seduta di stamattina l'Assemblea sarà chiamata a decidere sulle proposte di modifica accantonate, fra cui quella a prima firma Linda Lanzillotta di Sc che punta a vietare le erogazioni economiche di aziende pubbliche, società partecipate, manager di industrie di Stato, a favore di fondazioni e think-tank politici o legati a partiti e leader politici.(Public Policy)

EDP

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