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FINANZIAMENTO PUBBLICO PARTITI, IL DDL DEL GOVERNO LETTA LO ABOLISCE

finanziamento 31 maggio 2013

DEBITI PA, EMENDAMENTO M5S: I RIMBORSI ELETTORALI VADANO ALLA MICROIMPRESA

Per approfondire:

IL TESTO INTEGRALE

(Public Policy) - Roma, 31 mag - "È abolito il finanziamento
pubblico ai partiti
. I partiti e i movimenti politici sono
beneficiari di forme di contribuzione volontaria privata
agevolata alle condizioni previste dalla presente legge".

È l'articolo 1 del disegno di legge 'Disciplina del
finanziamento dei movimenti e partiti politici'
, presentato
oggi in Consiglio dei ministri. Il testo è di complessivi 15
articoli.

TUTTI I LANCI DI PUBLIC POLICY

FINANZIAMENTO PUBBLICO, A SOCIETÀ ESTERNA CERTIFICAZIONE RENDICONTI PARTITI
(Public Policy) - Roma, 31 mag - Certificazione per tutti i
partiti e i movimenti politici che dovranno avvalersi di una
società esterna per il controllo e la gestione contabile.
Società che potrà essere la stessa per sei anni e poi dovrà
essere cambiata. Lo stabilisce un articolo del ddl
governativo varato oggi dal Cdm che ha abolito il
finanziamento pubblico ai partiti.

"Allo scopo di garantire la trasparenza e la correttezza
nella propria gestione contabile e finanziaria - si legge
nel ddl - i partiti e i movimenti politici si avvalgono di
una società di revisione iscritta nell'albo speciale tenuto
dalla Commissione nazionale per le società e la borsa".
"Il controllo della gestione contabile e finanziaria - si
legge nella bozza - può essere affidato alla medesima
società di revisione con un incarico relativo a tre esercizi
consecutivi, rinnovabile per un massimo di ulteriori tre
esercizi consecutivi".

La società di revisione, secondo il ddl, esprime, "con
apposita relazione, un giudizio sul rendiconto di esercizio
dei partiti e dei movimenti politici secondo quanto previsto
dalla normativa vigente in materia". Controlla inoltre "che
il rendiconto di esercizio sia conforme alle scritture e
alla documentazione contabile".

FINANZIAMENTO PUBBLICO, LISTE ALLA CAMERA DI CHI ELARGISCE PIÙ DI 5 MILA EURO
(Public Policy) - Roma, 31 mag - "I rappresentanti legali
dei partiti e movimenti politici beneficiari di elargizioni
dovranno trasmettere alla presidenza della Camera l'elenco
dei soggetti che hanno erogato finanziamenti o contributi di
importo superiore a 5 mila euro e la relativa documentazione
contabile". Lo stabilisce un articolo del ddl del Governo
che abolisce il finanziamento pubblico ai partiti.

"Tutti i partiti e i movimenti politici - recita il ddl -
garantiscono la trasparenza e l'accesso alle informazioni
relative al proprio assetto statuario, agli organi
associativi, al funzionamento interno e ai bilanci, anche
mediante la realizzazione di un sito internet" dove
pubblicare, così come sul sito del Parlamento "il rendiconto
di esercizio, anche in formato open data".

"Ai finanziamenti o ai contributi - si legge ancora -
erogati in favore dei partiti e movimento politici che non
superino nell'anno l'importo di euro 100 mila, effettuati
con mezzi di pagamento diversi dal contante che consentano
di garantire la tracciabilità dell'operazione e l'esatta
identità dell'autore, non hanno l'obbligo" di dichiarazione
congiunta.

FINANZIAMENTO PUBBLICO, ABOLIZIONE IN TRE ANNI E OBBLIGO DI RENDICONTAZIONE
(Public Policy) - Roma, 31 mag - Riduzione graduale in tre
anni del finanziamento ai partiti. Sarà infatti ridotto al
60% il primo anno, al 50% il secondo e al 40% al terzo anno,
fino all'abolizione completa.

Lo stabilisce l'articolo 8 del ddl governativo che abolisce
il finanziamento pubblico ai partiti, da poco approvato dal
Consiglio dei ministri, e che Public Policy è in grado di
anticipare.

Il ddl obbliga i partiti e i movimenti politici a
presentare ogni anno le proprie rendicontazioni con le
donazioni ricevute alla "Commissione di garanzia degli
statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti
dei partiti e movimenti politici".

La Commissione - istituita con la legge 96 del 6 luglio
2012 - controllerà le rendicontazioni e in caso di
irregolarità procederà "a sanare eventuali inottemperanze".

FINANZIAMENTO PUBBLICO, PREVISTA DELEGA PER TESTO UNICO

(Public Policy) - Roma, 31 mag - Il Governo è delegato ad
adottare entro 120 giorni dalla entrata in vigore della
legge un decreto legislativo recante un testo unico. È
quanto prevede l'articolo 14 del ddl sulla 'Disciplina del
finanziamento dei movimenti e partiti politici' deliberato
dal Consigli dei ministri.
Nel testo unico dovranno essere riunite le disposizioni
legislative relative alla disciplina dell'attività politica
e dello svolgimento delle campagne elettorali, anche in
relazione alla regolamentazione della comunicazione
politica; agevolazioni in favore di candidati alle elezioni,
di partiti e movimenti politici e rendicontazioni delle
spese sostenute in occasione delle consultazioni elettorali
e referendarie; attività di controllo e disciplina
sanzionatoria.

FINANZIAMENTO PUBBLICO, REGISTRO DEI PARTITI CONSULTABILE ONLINE
(Public Policy) - Roma, 31 mag - Trasparenza online per i
partiti e i movimenti politici. È quanto prevede l'art.9 del
ddl 'Disciplina del finanziamento dei movimenti e partiti
politici': "Il registro dei partiti e dei movimenti politici
è consultabile in un'apposita sezione del portale internet
ufficiale del Parlamento italiano".
I partiti e i movimenti politici attualmente costituiti
sono tenuti a trasmettere il proprio statuto al presidente
del Senato e al presidente della Camera entro 12 mesi
dall'entrata in vigore della legge. L'iscrizione e la
permanenza nel registro sono requisiti necessari per
l'ammissione di partiti e movimenti politici ai benefici ad
essi eventualmente spettanti".
I benefici sono estesi alle organizzazioni attualmente
esistenti a patto che garantiscano trasparenza: "I partiti e
i movimenti politici attualmente costituiti possono comunque
usufruire dei predetti benefici a condizione che
garantiscano trasparenza, democrazia interna e i controlli".

FINANZIAMENTO PUBBLICO, LO STATUTO DEI PARTITI IN GAZZETTA UFFICIALE
(Public Policy) - Roma, 31 mag - "Lo statuto dei partiti e
dei movimenti politici e le relative modificazioni sono
pubblicati nella Gazzetta Ufficiale". È quanto prevede
l'articolo 9 del disegno di legge sulla disciplina del
finanziamento dei movimenti e partiti politici, deliberato
dal Consiglio dei ministri di oggi.

FINANZIAMENTO PUBBLICO PARTITI, PER ACCEDERE A DONAZIONI SERVE UNO STATUTO
(Public Policy) - Roma, 31 mag - Partiti e movimenti
politici ai fini dell'ammissione alle donazioni "sono tenuti
a dotarsi di uno statuto" a cui deve essere allegato il
simbolo.

Lo stabilisce l'articolo 8 del ddl governativo che abolisce
il finanziamento pubblico ai partiti, da poco approvato dal
Consiglio dei ministri, e che Public Policy è in grado di
anticipare.

Lo statuto deve indicare il numero, la composizione, e le
attribuzioni degli organismi che compongono il partito o il
movimento politico. E ancora: lo statuto deve contenere le
procedure relative ai casi di scioglimento, chiusura,
sospensione e commissariamento; le misure disciplinari che
possono essere adottate nei confronti degli iscritti; le
modalità di selezione delle candidature al Parlamento
europeo, per il Parlamento nazionale, per i Consigli
regionali e comunali.

FINANZIAMENTO PUBBLICO, 1 MLN DAL 2014 PER SPOT PARTITI IN RAI TUTTO L'ANNO
(Public Policy) - Roma, 31 mag - Dal 2014 verrà stanziato 1
milione di euro per permettere, anche fuori dalla campagna
elettorale, ai partiti politici e ai movimenti che sono
dotati di Statuto e che abbiano un autonomo gruppo
parlamentare, di avere spazi televisivi gratuiti in Rai. Lo
stabilisce il ddl del Governo che abolisce il finanziamento
pubblico ai partiti, da poco approvato dal Consiglio dei
ministri, e che Public Policy è in grado di anticipare.

Il testo del Governo stabilisce che i partiti che abbiamo
uno Statuto, siano iscritti in un apposito Registro, che
abbiano scelto di finanziarsi con la ripartizione annuale
delle risorse con il 2 per mille dell'Ire e che abbiano
costituito un autonomo gruppo parlamentare, "hanno diritto
ad accedere, al di fuori dei periodi della campagna
elettorale, a spazi televisivi messi a disposizione a titolo
gratuito dalla concessionaria del servizio pubblico
radiotelevisivo ai fini della trasmissione di messaggi
pubblicitari diretti a rappresentare alla cittadinanza i
propri indirizzi politici".

La bozza dice che "gli oneri per l'ideazione e la
produzione dei messaggi sono a carico dei partiti e dei
movimenti politici interessati. I messaggi non rientrano nel
computo degli indici di affollamento giornaliero nè nel
computo degli indici di affollamento orario stabiliti dalle
leggi vigenti. Il tempo di trasmissione di ciascun messaggio
non può, comunque, occupare più di un minuto".

Il ddl del Governo stabilisce anche che Vigilanza Rai e
Agcom dovranno "previa consultazione tra loro e ciascuno
nell'ambito della propria competenza, stabiliscono i criteri
per la ripartizione degli spazi per la trasmissione dei
messaggi, tenuto conto della consistenza dei gruppi
parlamentari, le modalità e le eventuali ulteriori
disposizioni necessarie per l'attuazione".

FINANZIAMENTO PUBBLICO, AGENZIA DEL DEMANIO GARANTISCE I LOCALI PER I PARTITI
(Public Policy) - Roma, 31 mag - L'Agenzia del demanio,
"anche attraverso appositi convenzioni con enti territoriali
ed altre amministrazioni pubbliche, assicura in favore dei
partiti e dei movimenti politici la disponibilità in almeno
ciascun capoluogo di provincia di idonei locali per lo
svolgimento delle attività politiche, nonché per la tenuta
di riunioni, assemblee e manifestazioni pubbliche".
È quanto prevede l'articolo 5 del ddl "Disciplina del
finanziamento dei movimenti e dei partiti politici"
attualmente all'esame del Consiglio dei ministri.

Il ministro dell'Economia entro 60 giorni dalla data di entrata
in vigore della legge, emanerà "un regolamento i cui sono
stabiliti i criteri, i termini e le modalità per
l'applicazione delle disposizioni del presente articolo,
anche attraverso la definizione di canoni di locazione e
tariffari agevolati anche in relazione alle spese di
manutenzione e di funzionamento dei locali utilizzati per lo
svolgimento delle attività politiche".

FINANZIAMENTO PUBBLICO, DAL 2014 DETRAZIONI IRPEF E IRES PER LE DONAZIONI
(Public Policy) - Roma, 31 mag - Detrazioni Irpef e Ires dal
26 al 52% per le donazioni di privati e aziende in favore
dei partiti e dei movimenti politici. Ma anche per le spese
sostenute per "l'iscrizione a scuole o corsi di formazione
politica".

È quanto prevede l'articolo 3 della bozza del ddl messo a
punto dal Governo Letta sull'abolizione del finanziamento
pubblico ai partiti, in discussione nel Consiglio dei
ministri di oggi e che Public Policy è in grado di
anticipare.

DETRAZIONI IRPEF
Le detrazioni previste dal disegno di legge corrispondono
per le donazioni volontari al 52% per gli importi compresi
fra 50 e 5mila euro annui e al 26% per le somme tra 5mila
euro e 20mila. Per le spese sostenute per le iscrizioni a
corsi di formazioni politica viene detratto il 52% su un
limite di 500 euro per ogni annualità.

DETRAZIONI IRES
Dal 2014 si potrà detrarre dall'Ires (Imposta sul reddito
delle società) il 26% sulle donazioni ai partiti per importi
compresi tra 50 e 10mila euro. Nelle detrazioni non vengono
comprese le società e gli enti a partecipazione pubblica e
le società per azioni e quindi quotate in borsa.

FINANZIAMENTO PUBBLICO: DA 2014 SI PUÒ DESTINARE 2XMILLE A PARTITI-MOVIMENTI
(Public Policy) - Roma, 31 mag - Dall'anno finanziario 2014
ogni contribuente potrà destinare il 2 per mille della
propria imposta sul reddito (Ire) a favore di un partito o
movimento politico. Lo stabilisce la bozza del ddl
governativo che abolisce il finanziamento pubblico ai
partiti, attualmente in discussione al Consiglio dei
ministri, e che Public Policy è in grado di anticipare.

Nel ddl si legge che il 2 per mille Ire potrà però essere
destinato solo ai partiti e movimenti politici iscritti in
un apposito Registro e che abbiano scelto di usufruire della
ripartizione annuale delle risorse. Per la registrazione si
richiede la presentazione di uno Statuto.

Al momento della dichiarazione dei redditi, stabilisce la
bozza del ddl, si potrà scegliere di destinare il 2 per
mille a un partito o movimento, compilando una apposita
scheda "recante l'elenco dei soggetti aventi diritto".
Viene stabilito che "il contribuente può indicare sulla
scheda un unico partito o movimento politico" o destinare il
2 per mille dell'Ire allo Stato.

In caso di scelte non espresse, recita la bozza del
Governo, "la quota di risorse disponibili" con un limite da
stabilire "è destinata ai partiti o all'erario in
proporzione alle scelte espresse". In questo caso, si legge
nella bozza, "la ripartizione di risorse fra i partiti e
movimento politici è effettuata in proporzione ai voti
validi conseguiti da ciascun avente diritto nelle ultime
consultazioni elettorali" di Camera e Senato.

Entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge, viene
stabilito nella bozza, il Mef dovrà emanare un regolamento
in cui "sono stabiliti i criteri, i termini e le modalità
per l'applicazione delle disposizioni del presente articolo,
assicurando la tempestività ed economicità di gestione, la
semplificazione degli adempimenti a carico dei contribuenti
e la tutela della riservatezza delle scelte preferenziali".

Sempre il Mef, secondo la bozza del ddl, dovrà stabilire
ogni anno "l'importo massimo da destinare alle finalità del
presente articolo assicurando l'invarianza degli oneri a
crico della finanza pubblica".

FINANZIAMENTO PUBBLICO, DDL: DECIDE LA COMMISSIONE DI GARANZIA
(Public Policy) - Roma, 31 mag - I partiti e i movimenti
politici sono ammessi alla richiesta della ripartizione
annuale delle risorse qualora abbiano conseguito nell'ultima
consultazione elettorale almeno un rappresentante eletto
alla Camera o al Senato. È quanto prevede l'articolo lettera
b del disegno di legge 'Disciplina del finanziamento dei
movimenti e partiti politici' in discussione nel Consiglio
dei ministri di oggi.

Per accedere al regime fiscale agevolato, si legge nel
comma 2, i partiti e i movimenti politici presentano, entro
il 31 gennaio dell'anno d'imposta per il quale si richiede
l'accesso ai benefici, apposita richiesta alla commissione
di Garanzia degli statuti e per la trasparenza e il
controllo dei rendiconti dei partiti e dei movimenti
politici.

La commissione esamina la richiesta e la respinge
o l'accoglie entro trenta giorni dal ricevimento con atto
scritto motivato. Qualora i partiti o i movimenti politici
ottemperino alle condizioni previste al Titolo II
(democrazia interna, trasparenza e controlli), la
commissione provvede alla loro iscrizione in una o in
entrambe le sezioni del registro.

La richiesta deve essere corredata da una dichiarazione
attestante la sussistenza di requisiti ed è presentata dal
rappresentante legale o dal tesoriere del partito o
movimento politico. Con deliberazione dell'Ufficio di
presidenza di Montecitorio, resa esecutiva con decreto del
presidente della Camera, sono disciplinate le modalità di
presentazione della richiesta e di trasmissione della
documentazione relativa alla sussistenza dei requisiti.

FINANZIAMENTO PUBBLICO, REGIME FISCALE AGEVOLATO DAL 2014
(Public Policy) - Roma, 31 mag - L'articolo 2 del disegno di
legge messo a punto dal Governo Letta sull'abolizione
finanziamento pubblico ai partiti, in discussione al
Consiglio dei ministri di questa mattina, prevede che "a
decorrere dall'anno 2014 i partiti e i movimenti politici
che risultino iscritti nel registro possono essere ammessi
su richiesta al finanziamento privato in regime fiscale
agevolato".

Questo nel caso "abbiano conseguito nell'ultima
consultazione elettorale almeno un rappresentante eletto
alla Camera dei deputati o al Senato della Repubblica o in
un'assemblea regionale o abbiamo presentato nella medesima
consultazione elettorale candidati in almeno 3
circoscrizione per le elezioni per il rinnovo della Camera
dei deputati o in almeno 3 regioni per il rinnovo del Senato
della Repubblica o delle assemblee regionali, o in almeno
una circoscrizione dei membri del Parlamento europeo
spettanti all'Italia". (Public Policy)

SAF-VIC-SOR

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