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Cosa ne pensa l'Iss di fine vita e testamento biologico

eutanasia 04 aprile 2016

ROMA (Public Policy) - "È auspicabile che, per consentire che adulti cosiddetti 'incapaci' abbiano l'opportunità di partecipare a sperimentazioni cliniche, si riconosca legalmente valido il consenso espresso da persone legate all'adulto incapace mediante una forte relazione (coniuge, padre, madre, figlio, fratello, sorella)".

Lo ha detto Carlo Petrini, responsabile dell'Unità di bioetica dell'Istituto superiore di sanità, di fronte alla XII commissione alla Camera, in merito alle proposte di legge sul testamento biologico.

Ciò, spiega Petrini, è conforme sia al codice civile che alle norme contenute nella legge 91 del 1° aprile 1999 sui trapianti di organi.

Oggi la legge parla invece di "rappresentante legale", ma, spiega il rappresentante dell'Iss, "il numero di adulti" incapaci "che abbiano una rappresentanza legale è esiguo".

Questo perché gli istituti italiani sul tema sono "l'interdizione, l'inabilitazione e l'amministrazione di sostegno": le prime due sono in disuso (e fortunatamente, dice Petrini, visto il loro "forte impatto sui diritti della persona"), mentre la legge del 2004 che istituì l'amministrazione di sostegno "è stata finora poco applicata".

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GAV

 

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