Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Fisco, la proposta M5s per abolire Equitalia

equitalia 15 aprile 2014

ROMA (Public Policy) - Abolizione, a decorerre dal 1° gennaio 2015, di Equitalia, e passaggio delle relative funzioni all'Agenzia delle entrate. È quanto chiede una proposta di legge del Movimento 5 stelle, di cui Public Policy è in possesso, presentata oggi alla Camera da un gruppo di deputati e dal leader Beppe Grillo.

È QUASI "USURA" Secondo i 5 stelle, "le modalità con cui Equitalia effettua la riscossione si sono rivelate strumenti vessatori nei confronti di imprese, artigiani, commercianti e famiglie. Equitalia infatti fa lievitare, considerevolmente, il livello effettivo di tassazione in quanto ai tributi pregressi sono aggiunti le spese di riscossione, le penali e gli interessi, che sommati arrivano a toccare il tasso d'usura. Il risultato è stato l'ulteriore inasprimento della pressione fiscale".

RISCOSSIONE "IRRAZIONALE" "Gli elementi della riscossione - si legge nella relazione introduttiva della proposta - risultano essere ingiustificati ed irrazionali in quanto, esclusivamente, a favore della società Equitalia: 'il diritto all'aggio è pari al 9 per cento o all'8 per cento per i ruoli emessi dal 1° gennaio 2013; l'interesse di mora è pari allo 0,615 per cento annuo; il diritto delle spese di esecuzione delle spese di notifica sono pari a 5,88 euro; e gli interessi calcolati con il c.d. metodo alla francese'".

DALLA PARTE DEI DEBITORI I 5 stelle spiegano: "Se il debitore paga oltre la data di 60 giorni stabilita dalla legge verrà corrisposto, ad Equitalia, l'importo del debito aumentato di tutti i tassi sopra elencati. Di queste componenti gli interessi di mora e le sanzioni vanno nelle casse dell'Ente creditore, mentre aggio e spese di notifica vanno interamente ad Equitalia".

"Se il debitore paga entro i 60 giorni, l'aggio viene ripartito tra il debitore e l'Ente creditore oltre gli interessi di mora e le spese di notifica. In quest'ultimo modo si garantisce sempre il 9% o l'8% ad Equitalia a discapito dell'Ente creditore che dovrà procedere al pagamento di una somma 'non dovuta'". Un procedimento, si legge, "legale perché regolamentato dal codice civile, ma al contempo profondamente ingiusto in quanto Equitalia, essendo una Società per azioni, non punta a recuperare crediti non pagati ma a garantirsi un guadagno".

NON SERVE PER LA LOTTA ALL'EVASIONE "Questi poteri e le modalità con le quali sono stati affidati ad una Società per Azioni non hanno portato - sottolineano i deputati M5s - i risultati sperati in termini di lotta all'evasione fiscale e riscossione dei crediti, ma hanno aumentato la distanza tra il cittadino e le istituzioni. Non pochi sono stati gli atti intimidatori nei confronti della società Equitalia e dei suoi rappresentanti e di continuo si assiste al suicidio di numerosi cittadini debitori vessati dall'eccessiva burocrazia e da una procedura di riscossione certamente poco favorevole al contribuente".

LA CORRUZIONE Il Movimento 5 stelle cita, come ulteriore motivo di malfunzionamento del sistema, "come testimoniato dalla stampa e dalle indagini della magistratura [...] la facilità con la quale risulta possibile corrompere i funzionari della società Equitalia, circostanza, quest'ultima, ulteriormente aggravata dalla poco adeguata attività di controllo del ministero".

IL CONFLITTO D'INTERESSI "Oltre al danno la beffa di avere un palese conflitto d'interesse - spiegano i 5 stelle - che si manifesta con il doppio incarico dato al direttore dell'Agenzia delle entrate che diviene anche presidente della società Equitalia, in quanto l'Agenzia delle entrate vanta una partecipazione societaria pari al 51 per cento nella medesima. Per tal motivo si palesa una circostanza in base alla quale il controllato è anche controllore di se stesso".

LA PROPOSTA DI LEGGE All'articolo 1 si prevede, come detto, l'abolizione di Equitalia a decorrere dal 1° gennaio 2015 e il passaggio delle relative funzioni all'Agenzia delle entrate, "esercitate, concretamente, dalla Direzione centrale per la riscossione, la quale subentra integralmente nei diritti e negli oneri relativi all'esercizio delle funzioni di riscossione della società Equitalia S.p.a. e delle società pubbliche ad essa collegate".

L'articolo 2 reca disposizioni in materia di riscossione prevedendo che "gli interessi, le more, gli aggi e le sanzioni per il ritardo o mancato pagamento delle cartelle esattoriali maturati fino all'entrata in vigore della presente proposta di legge, fatta eccezione per le cartelle esattoriali in relazione alle quali sia stata pronunciata una sentenza passata in giudicato [...] sono annullati e sono sostituiti dal pagamento di un interesse pari alla quotazione dell'Euribor a 12 mesi da applicare sulla base delle modalità e criteri direttivi fissati da un provvedimento del direttore dell'Agenzia dell'entrate".

Invece, "a decorrere dall'entrata in vigore della presente proposta di legge, gli interessi, le more, gli aggi e le sanzioni per il ritardo o mancato pagamento delle cartelle esattoriali non possono superare il limite del tasso di usura previsto dalla legge 7 marzo 1996, n.108". L'articolo 3 parla di assunzioni alla Direzione centrale per la riscossione, prevedendo "una riserva pari al 50 per cento delle assunzioni, per il personale impiegato presso la società Equitalia SpA".

L'articolo 4, infine, reca disposizioni relative alla "rettifica dei residui attivi sia del bilancio dello Stato che del bilancio degli Enti locali" e precisa che "il capitale sociale della società Equitalia Spa e delle società ad essa collegate" confluirà "nel Fondo di ammortamento dei titoli di Stato istituito dalla legge 27 ottobre 1993, n. 432". (Public Policy)

GAV

© Riproduzione riservata