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Fisco, studio Confedizilia: effetti Imu equivalenti a patrimoniale da 355 miliardi

imu 20 febbraio 2014

ROMA (Public Policy) - Una 'patrimoniale straordinaria' da 355 miliardi pari al 23% del Pil. È l'effetto generato dall'introduzione dell'Imu, secondo uno studio di Confedilizia a cura di Francesco Forte, professore emerito di scienza delle finanze e già ministro delle Finanze (1982-83, governo Fanfani V), presentato oggi dall'economista e dal presidente dell'associazione Corrado Sforza Fogliani.

Il dato di Confedilizia corrisponde alla perdita di valore del patrimonio immobiliare causata dall'ammortamento dell'imposta. L'effetto di un'imposta straordinaria su un immobile che dà un reddito durevole, infatti, è quello di indurre gli acquirenti a 'scontare' la tassa dal valore di mercato dell'immobile prima che la tassa fosse introdotta, in modo da compensare la diminuzione di rendimento che questa determina.

Così, considerato un tasso di rendimento immobiliare stimato del 4%, secondo lo studio di Francesco Forte, l'aumento di gettito con il passaggio all'Imu nel 2012 (pari a 14,7 miliardi, dai 9 miliardi di gettito Ici), ha determinato una perdita del valore degli immobili del 23% del Pil, pari appunto a 355 miliardi. Con l'introduzione della Tasi, "una Imu mascherata - a detta di Forte - perché basata sui valori catastali e non sulle spese per servizi indivisibili" secondo le stime della ricerca, la riduzione arriverà al 25%.

Ma sempre considerando gli effetti dell'Imu, l'ammortamento del tributo sui soli immobili delle famiglie, per Confedilizia ha determinato una 'patrimoniale straordinaria' pari a 250,8 miliardi (il 4,98% della ricchezza immobiliare complessiva), mentre quella sul capitale immobiliare di imprese ed enti è di 104 miliardi (l'1,4% del totale). "L'effetto della patrimoniale, che voleva Barca, c'è già", commenta così l'economista, "anche se non è finalizzata a ridurre il debito pubblico".

La caduta del valore degli immobili generata dalle nuove imposte, rileva Confedilizia, "ha causato una massiccia caduta delle compravendite", un "grave effetto recessivo", e una "massiccia perdita di occupazione". Gli investimenti si sono ridotti di 14 miliardi, riferisce l'associazione, "e essendo molto alto il loro effetto di moltiplicatore della domanda, si può dire che ciò ci ha fatto perdere in un biennio un punto e mezzo di Pil, mentre la caduta di 400mila addetti nell'occupazione diretta e indotta ha generato una disoccupazione del 50% di quella totale del medesimo periodo". (Public Policy) LEP

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