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Fitto perde pezzi al Senato? No, assicura Bonfrisco. Eppure Milo....

fitto 06 novembre 2015

ROMA (Public Policy) - Il gruppo dei Conservatori e riformisti al Senato va verso lo scioglimento? Non una scelta deliberata, ma per causa di forza maggiore, motivata dall'uscita di alcuni senatori e il conseguente venire meno del numero minimo per formare un gruppo (fissato a 10). È l'ipotesi che si delinea a Palazzo Madama.

In uscita, apprende Public Policy, è Antonio Milo, eletto nelle liste del Pdl, passato in Gal è approdato nel gruppo che fa riferimento all'europarlamentare Raffaele Fitto (nella foto) nel maggio scorso. Senza di lui Conservatori e riformisti passerebbe da 10 a 9 componenti, con conseguente passaggio nel Misto.

Ad aumentare, invece, sarebbero i verdiniani di Ala, che passerebbero da 14 a 15. L'operazione, che dovrebbe avvenire dopo l'esame della legge di Stabilità, non sarebbe priva di conseguenze.

Lo scioglimento dei fittiani nel Misto, spiegano alcuni senatori, potrebbe avere un effetto domino durante il quale non sono esclusi altri passaggi di gruppo.

Non è dello stesso avviso la capogruppo Cor al Senato, Cinzia Bonfrisco, che a Public Policy sottolinea: "Sono sicura che anche dopo l'esame della legge di Stabilità il gruppo dei Conservatori e riformisti continuerà ad essere formato da almeno 10 componenti", garantendosi così la permanenza come gruppo autonomo. (Public Policy) FRA-GAV

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