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La proposta Pd-Sc al Senato per separare Rfi da Fs

tpl 09 maggio 2014

ROMA (Public Policy) - Separare Rete ferroviaria italiana (Rfi) dal gruppo Ferrovie dello Stato, garantendo "che la rete dell'infrastruttura ferroviaria sia sino in fondo neutrale rispetto ai suoi utilizzatori", per permettere che "l'assegnazione delle concessioni di tpl non siano influenzate dal conflitto di interessi". E ancora: prevedere l'istituzione di un fondo per la mobilità integrata (Fmi) per garantire i livelli essenziali di mobilità (Lem) e un sistema delle concessioni regionali che incentivi la gestione integrata dei servizi di tpl.

Questo il 'cuore' di un progetto di legge Pd-Sc al Senato, primo firmatario Lodovico Sonego (Pd), che sarà presto assegnato all'esame della commissione competente. Tra le firme al progetto di legge anche quelle della vicepresidente del Senato Linda Lanzillotta (Sc).

L'obiettivo del ddl, per i proponenti, è quello di risolvere una "insoluta questione nazionale", quella del tpl, per "promuovere e rendere uguale su tutto il territorio il diritto della persona alla mobilità" e promuovere la nascita di "una moderna industria del trasporto pubblico locale". "L'attuale sistema - si legge ancora nella relazione illustrativa - offre servizi che sono sottodimensionati rispetto ai bisogni sociali, economici e culturali" e "non vanno sottaciute le disparità territoriali che non riguardano solo Nord e Sud ma anche territori di una stessa regione".

Il disegno di legge propone, quindi, di istituire un fondo statale di mobilità integrata "che viene ripartito fra le regioni per assicurare a tutte le persone i livelli essenziali di mobilità ricorrendo alla buona prassi di costi standard differenziati" per i diversi territori. Lo Stato, inoltre, aumenta del 10% per 10 anni la ripartizione regionale in caso di assegnazione del servizio di tpl "in concessione ricorrendo a procedure concorsuali di evidenza pubblica che riguardino gestioni totalmente integrate di gomma, ferro e acqua" svolte da una spa.

I NUMERI DEL TPL Nel 2010, ricordano i proponenti, "dire tpl significa: 116mila e 500 addetti, due miliardi di chilometri di servizio effettuato, 5,4 miliardi di passeggeri trasportati e 10 miliardi di fatturato".(Public Policy)

IAC

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