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Focus commissioni // Alla Camera l'accordo sul fisco tra Italia e Lussemburgo

lussemburgo 31 marzo 2014

ROMA (Public Policy) - E' scaduto oggi alle 15, in commissione Esteri alla Camera, il termine per gli emendamenti al ddl di "Ratifica ed esecuzione del protocollo aggiuntivo e dello scambio di lettere recanti modifiche alla Convenzione tra Italia e Lussemburgo intesa ad evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio ed a prevenire la frode e l'evasione fiscale, con protocollo, del 3 giugno 1981, fatti a Lussemburgo il 21 giugno 2012".

Il ddl è stato presentato il 12 febbraio 2014, e ha iniziato il suo iter alla Camera il 25 marzo. Si tratta, in tutto, di tre articoli.

LA RELAZIONE TECNICA Il protocollo prevede essenzialmente la ridefinizione del perimetro impositivo di Italia e Lussemburgo, introducendo - si legge nella relazione tecnica - "l'imposta sulle attività produttive (Irap) in luogo dell'imposta locale sui redditi (Ilor) senza produrre effetti per l'erario".

L'articolo 3 amplia "la cooperazione nel contrasto dell'evasione e dell'elusione fiscale attraverso l'abolizione del segreto bancario". Tali norme, si legge ancora, "renderanno più efficace l'attività di accertamento espletata dall'amministrazione finanziaria e consentiranno l'emersione di maggiore base imponibile, configurando per l'erario italiano un potenziale recupero di gettito non quantificabile". L'elemento richiesto per l'identificazione dell'oggetto di cooperazione sarà il nome del contribuente, precisa poi la relazione introduttiva, ma "potrà essere utilizzata ogni ulteriore informazione disponibile che risulti idonea ai fini identificativi".

LUSSEMBURGO E LA WHITE LIST "I risultati raggiunti costituiscono elementi utili - si legge ancora - al fine dell'inclusione del Lussemburgo nella White List di prossima emanazione".

OBBLIGHI E NON In ogni caso le disposizioni previste nel ddl di ratifica non potranno in nessun caso essere intepretate nel senso di imporre a Italia o Lussemburgo alcuni obblighi, tra cui: - l'adozione "di provvedimenti amministrativi in deroga alla propria legislazione o alla propria prassi amministrativa o a quella dell'altro Stato contraente"; - "fornire informazioni che non potrebbero essere ottenute in base alla propria legislazione o nel quadro della propria normale prassi amministrativa o di quelle di altro Stato contraente"; - fornire informazioni che potrebbero rivelare un segreto commerciale, industriale, professionale", oppure informazioni la cui comunicazione sarebbe contraria all'ordine pubblico". (Public Policy)

GAV

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