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Focus commissioni // Alla Camera la proposta per l'azionariato diffuso nel calcio

tifosi 11 aprile 2014

ROMA (Public Policy) - Roma, 11 apr - Indispensabile una riforma del 'sistema' calcio da attuare tramite l'introduzione di "un limite alla proprietà di quote o di azioni delle società sportive da parte di una sola persona o di un solo soggetto giuridico". Quindi: prevedere misure rivolte a favorire un "azionariato diffuso" nelle società di calcio, affinchè le società sportive siano amministrate "in maniera da poter ricevere indicazioni e censure dagli sportivi legati alle stesse società", slegandole dalle figure dei 'presidenti-padroni'. É quanto prevede una proposta di legge alla Camera della Lega Nord (primo firmatario Angelo Attaguile) che sarà presto assegnata alla commissione competente.

La pdl, firmata anche da esponenti di Pd, Sel e Ncd, mira a innovare le istituzioni del mondo del calcio che "sembrano bloccate dal sistema di interessi che attualmente le condiziona e che difficilmente lascia spazio a venti di riforma. Per chi tifa per una squadra, i colori e le insegne divengono - secondo i proponenti - 'patrimonio genetico', come l'appartenenza alla Nazione, come la convinzione religiosa e come l'affetto per le persone care". Quindi è indispensabile "togliere un 'padrone' alle società sportive". Questo, sostengono i promotori della proposta, "porterebbe diversi vantaggi: la riduzione dei costi di gestione relativi ai soggetti che controllano la società, il rispetto per il tifoso e, parallelamente, il rispetto dello stesso tifoso per tutti i beni e gli interessi della società che sentirebbe come propri e rispetto ai quali assumerebbe un atteggiamento di protezione e di tutela".

Per i proponenti 'responsabilizzare' i tifosi permetterebbe, oltre che "una maggiore trasparenza nell'uso delle risorse", di "assicurare bilanci equilibrati" e "evitare spese folli delle società. Probabilmente - si legge ancora nella relazione illustrativa - si vedrebbero improvvisamente diminuire gli acquisti di atleti sud-americani, il cui costo del cartellino non viene pagato alle società sportive di provenienza ma a diversi soggetti, spesso irrintracciabili, verso cui si dirigono 'legalmente' milioni e milioni di euro che ogni anno lasciano 'ufficialmente' l'Italia, e probabilmente diminuirebbe la richiesta di giocatori bulgari, cossovari, o serbi, le cui società sportive di appartenenza sono soggette ad autorità di controllo di recente tradizione". Infine la proposta stabilisce l'obbligo di inserire negli statuti societari un organo consultivo" per assicurare "un'adeguata informazione su vicende che interessano l'opinione pubblica" e creare una "cinghia di collegamento tra le società sportive e i tifosi". (Public Policy)

IAC

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