Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Riordino settore vitivinicolo. Proposte Pd a confronto

vino 03 ottobre 2014

ROMA(Public Policy) - Roma, 3 ott - Riordinare la normativa per il settore vitivinicolo "condividendo sotto taluni profili" quanto previsto nella proposta di legge a prima firma di Luca Sani (Pd), già in esame in commissione Agricoltura alla Camera, ma "tenendo conto delle osservazioni formulate, in particolare dalla Coldiretti, nelle audizioni svolte presso la commissione Agricoltura".

Come? Eliminando o semplificando "almeno quaranta adempimenti e registri con una riduzione del 50% del tempo e dei costi legati alla burocrazia" nel settore. È questo l'obiettivo di una proposta di legge a prima di firma Nicodemo Oliveiro (Pd) che è stata da poco assegnata in commissione Agricoltura di Montecitorio.

L'esame della pdl Sani, presidente della medesima commissione, era iniziato il 7 maggio scorso e nella seduta del 10 settembre il relatore del provvedimento Massimo Fiorio (Pd) aveva fatto presente come fosse in corso di pubblicazione una nuova proposta di legge sul settore, ritenendo quindi utile attendere prima di procedere alla eventuale costituzione e all'avvio dei lavori di un comitato ristretto.

BUROCRAZIA NEL VINO Per la pdl Oliveiro "in un settore così rilevante e in espansione pesano tuttavia procedure burocratiche che creano disagio a tutti gli imprenditori della filiera" dato che "dall'impianto del vigneto alla vendita della bottiglia devono essere svolte oltre settanta attività burocratiche".

Senza scordare che "le imprese devono applicare oltre 1000 norme di settore, per un totale di 4mile pagine tra direttive, regolamenti, comunicazioni, note e decisioni del Consiglio e della Commissione europea, leggi, decreti, provvedimenti, note, circolari e delibere nazionali e regionali". La burocrazia nel vino, si legge ancora nella pdl, "incide in media per 100 giornate di lavoro all'anno, pari ad oltre il 20% del tempo lavoro dell'impresa vitivinicola".

SEMPLIFICAZIONE SU SCHEDARIO VITICOLO La parola d'ordine nella proposta è quella della semplificazione per "un coordinamento delle numerose norme vigenti che si ritiene debbano essere mantenute e, nel contempo," per l'introduzione "delle modifiche necessarie a garantire un autentico rinnovamento del sistema".

Per questo "il punto di partenza è costituito dalla realizzazione di un sistema informatico unico di gestione", comprendente "informazioni, comunicazioni, domande, autorizzazioni, registri e documenti di accompagnamento" con "interscambio e interconnessione delle informazioni fra tutti i soggetti coinvolti nei procedimenti".

Per i proponenti, così, si vogliono eliminare "ripetizioni di adempimenti a carico delle imprese" e si riducono "le visite ispettive in azienda". In materia di controlli, infatti, la proposta intende estendere "l'applicazione e l'efficacia dell'autocontrollo aziendale".

Ma il 'cuore' della semplificazione sta nell'incentrare "gli atti nel Sistema informativo agricolo nazionale (Sian) e nel fascicolo aziendale, che è in formato elettronico e deve costituire il vero sportello unico che raccoglie le comunicazioni dell'impresa agricola sugli adempimenti, sulle richieste e sulle autorizzazioni nonché sugli esiti delle verifiche e dei controlli, affinché i tempi per i procedimenti siano effettivamente ridotti, ma al tempo stesso siano disponibili in tempo reale tutte le informazioni necessarie agli organismi e agli enti che intervengono nelle procedure".

La differenza con la proposta Sani sul punto sta nel fatto che "i vigneti inseriti nello schedario e validati non siano oggetto di ulteriori controlli". Infatti "il fascicolo deve costituire l'interfaccia unica tra il produttore, la pubblica amministrazione e gli altri soggetti coinvolti", essendo "la continua verifica" di eventuali "disallineamenti" dei dati presenti nello schedario "uno dei problemi maggiori che le imprese agricole e del settore vitivinicolo si trovano ad affrontare, scontando, incolpevolmente, problemi legati alla funzionalità delle pubbliche amministrazioni". Infine per la proposta c'è l'eliminazione o l'automatismo "dei processi di assegnazione delle nuove autorizzazioni all'impianto e al reimpianto".

ALCUNI DATI "L'Italia - si legge nella relazione illustrativa - si classifica come primo esportatore mondiale di vino: nel 2013 il nostro Paese è stato il primo produttore mondiale con circa 49 milioni di ettolitri davanti alla Spagna con 44,7 e alla Francia con 41,5".

Il settore vitivinicolo "produce un giro d'affari di oltre 14 miliardi di euro e, con oltre 5 miliardi di euro di valore, il vino costituisce la maggiore voce dell'export agroalimentare italiano". E "tra il 2007 e il 2011 la superficie destinata a produrre vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg) e a denominazione di origine controllata (Doc) si è ridotta del 10% mentre quella destinata a indicazione geografica tipica (Igt) è aumentata del 28% e la tendenza è ancora in atto". (Public Policy)

IAC

© Riproduzione riservata