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Fondi Ue, Delrio: useremo Agenzia coesione ogni volta che sarà necessario

Delrio 28 agosto 2014

ROMA (Public Policy) - Programmazione dei fondi, Agenzia nazionale per la coesione, sviluppo al sud. In un'intervista al Sole 24 Ore, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con deleghe alla coesione territoriale e fondi Ue, Graziano Delrio fa il punto sull'utilizzo delle risorse comunitarie in Italia. Risorse che potrebbero essere la chiave per il rilancio degli investimenti e una delle soluzioni per affrontare il problema della mancata crescita. Infatti, spiega Delrio, solo per la programmazione 2007-2013 restano ancora 20 miliardi, che se fossero spesi entro fine 2015 potrebbero avere "un impatto sul Pil del Sud di un punto e mezzo", e comportare dunque, almeno in parte, un riequilibrio col Pil del Nord.

Delrio parla di una "programmazione strategica e unitaria tra vecchi e nuovi fondi Ue, cofinanziamenti nazionali e Fondo sviluppo e coesione" finalizzata a far ripartire gli investimenti, alla quale si aggiungono i 300 miliardi del piano Juncker "che nella nostra posizione, già espressa a Bruxelles, dovrebbero essere contabilizzati fuori dal deficit, come i cofinanziamenti nazionali ai fondi Ue". Sui fondi ancora inutilizzati del ciclo di programmazione concluso (il 2007-13), Delrio si dice "leggermente più ottimista". Il tasso di spessa, rieferisce, è stato portato al 58,7% a metà agosto "in linea col target che ci eravamo dati". Restano però, prosegue "molte zone di debolezza in programmi nazionali e regionali", su cui tuttavia "il governo sta intervenendo". Un bilancio complessivo della situazione, annuncia Delrio verrà fatto a fine anno, quando si deciderà se nel 2015 si dovrà mettere in campo, oltre alle task force già attive sui punti più critici, anche la nuova Agenzia per la coesione.

L'Agenzia dovrebbe occuparsi solo della programmazione 2014-2020 ma, spiega Delrio, se serve, verrà utilizzata anche per la programmazione precedente. Alla domanda su come il governo intende utilizzare i poteri sostitutivi dell'Agenzia - che servono per affrontare l'inerzia delle amministrazioni nell'uso dei fondi - Delrio risponde che verranno impiegati "ogni volta che serve" e "la useremo spesso se non ci sarà un cambio di passo". A metà settembre, intanto, riferisce il sottosegretario, dovrebbe effettuarsi il trasferimento del personale del nuovo organo.

Nessuna "bocciatura della posizione italiana" invece, sottolinea Delrio, rispondendo sulle osservazioni fatte da Bruxelles sulla programmazione 2014-2020. Tali rilievi, spiega, "fanno parte di un processo dialettico naturale in questa fase di negoziazione verso l'accordo". L'Italia comunque, prosegue Delrio, ha risposto all'Ue aggiornando gli impegni "all'interndo dell'impianto già mandato ad aprile".

Per quanto riguarda il Sud, Delrio assicura che lo sviluppo industriale dell'area rimane uno degli obiettivi della nuova programmazione: "Dobbiamo rendere attrattive le filiere e i distretti industriali del Sud", afferma. Ma c'è il nodo della riduzione dei cofinanziamenti nazionali per le regioni in ritardo, come la Campania, la Calabria e la Sicilia. L'ipotesi è che il cofinanziamento venga portato dal 50% al 26%.

Su questo aspetto la risposta di Delrio è che la richiesta di abbassare il cofinanziamento ai minimi nelle aree di convergenza arriva dalla stessa Ue. "Non ha senso - spiega - assumere ulteriori impegni vincolanti in tempi stretti se non si riesce a spendere i vecchi e i nuovi fondi europei". Il Governo, spiega Delrio, ha dunque avviato una riduzione dei cofinanziamenti nazionali e regionali "che dovrebbe valere 7-8 miliardi", ma "con l'impegno che quelle risorse torneranno tutte sul territorio e entreranno a far parte di una programmazione parallela che sarà concentrata su obiettivi strategici". Tra gli obiettivi 'strategici' che dovranno essere perseguiti l'esponente del governo mette ai primi posti lo sviluppo del porto di Gioia Tauro e la riqualificazione di Bagnoli. (Public Policy) LEP

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