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"La genetica in agricoltura non è una minaccia", dice l'IGA

agricoltura 12 maggio 2016

ROMA (Public Policy) - "Tutti auspicano" una maggiore resistenza alle malattie da parte delle piante "sia per la competitività del sistema, abbattendo costi e presentandosi sul mercato di un prodotto, sia per una maggiore salubrità per i consumatori". Per questo cisgenica e genome editing "sono opportunità per salvaguardare la biodiversità" dello colture, "non una minaccia".

Lo ha detto Gabriele Di Gaspero, tra i fondatori dell'Istituto di genomica applicata, in audizione in commissione Agricoltura alla Camera in merito alla pdl sullo sviluppo e la competitività della produzione agricola e agroalimentare con metodo biologico.

Di Gaspero ha parlato della cisgenica, cioè quel processo mediante il quale i geni possono essere trasferiti artificialmente tra organismi 'parenti'. A differenza della transgenesi, nella cisgenica vengono trasferiti solo geni di organismi strettamente imparentati.

Il metodo, in sostanza, serve a 'migliorare' le colture, per esempio rendendole più resistenti. Infatti, ha spiegato lo studioso, la cisgenesi è un trasferimento di un gene che controlla un carattere di interesse, come la resistenza appunto, che viene trasferito da un organismo donatore a uno ricevente.

In alcuni casi, si tratta di intervenire artificialmente su un che gene si sarebbe potuto comunque scambiare anche in condizioni naturali. Stiamo parlando di Ogm? I prodotti generati attraverso modificazione genetica, secondo la normativa vigente, non rientrano tutti nella categoria degli organismi geneticamente modificati, ha ancora spiegato Di Gaspero.

"Le varietà che possono essere prodotte tramite genome editing (ovvero 'modifiche del genoma' tramite un principio simile a quello della mutagenesi. Si interviene 'danneggiando' il dna per far intervenire i meccanismi cellulari che lo riparano commettendo degli errori che introducono mutazioni; Ndr) e cisgenica, sono in un limbo normativo. Non si sa se possono essere escluse o meno dalla direttiva Ue sugli Ogm".

Secondo l'Efsa, l'European Food Safety Authority, e altri istituti di ricerca, per determinarne o no l'applicazione occorre valutare gli equilibri sull'ecosistema e gli eventuali danni per la salute umana e non solo le caratteristiche di produzione.

Una visione condivisa da Di Gasparo, che ne ha auspicato la presa in considerazione per eventuali interventi normativi. (Public Policy) FRA

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